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Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Cooperazione

“Più visibilità per la buona cooperazione” San Martino cresce in soci e fatturato foto

‘La buona cooperazione ha bisogno di buona visibilità. Dobbiamo comunicare meglio e di più quello che di buono la cooperazione fa, non tanto per se stessa ma per il territorio che la ospita’.

Lo ha detto l’amministratore delegato della Cooperativa San Martino Francesco Milza, nel corso dell’assemblea di bilancio della più grande azienda cooperativa del territorio di Piacenza. Circa 300 i soci presenti oltre a esponenti del mondo economico e delle istituzioni.

Dopo la presentazione del bilancio sociale, a cura del presidente Mario Spezia e dell’amministratore delegato di San Martino Francesco Milza, si è tenuta la tavola rotonda sul tema “Cooperazione, territorio e lavoro” che con gli interventi del direttore di Confcooperative Emilia Romagna Pierlorenzo Rossi e del segretario regionale della Cisl Giorgio Graziani. A coordinare il dibattito il capocronista del quotidiano Libertà Giorgio Lambri.

Forte radicamento sul territorio e capacità di esportare, anche in altre province, il modello piacentino di buona cooperazione.

Sono questi gli ingredienti della crescita, registrata dalla San Martino, che ha presentato a Piacenza Expo il Bilancio Sociale del triennio 2015-2017.

Nel 2017 il fatturato e’ cresciuto del 25,69 per cento, fatturato che si ripartisce per l’84,69 per cento su una clientela privata e per il restante 18,47 su quella pubblica.

I 1600 soci della San Martino sono impiegati nelle diverse attività di servizio: 64,58 per cento nella logistica, 21,60 pulizie civili e industriali, 12,37 confezionamento e 1,45 facility management.

I soci dipendenti sono passati dal 2014 al 2017 da 1298 a 1581, assunzioni che sono cresciute nell’ultimo anno di 851 unità, con una prevalenza nella logistica.

“La nostra salute è buona e lo dimostrano i numeri – ha spiegato Milza – e non è cresciuto solo il fatturato ma anche la mission della cooperativa che è quello di far crescere i soci lavoratori.

Un po’ di più della metà sono sul territorio di Piacenza e gli altri in impianti al di fuori della provincia.

Abbiamo un tema che ci fa male, quello delle false cooperative che ci danneggia pesantemente e ci discredita e crea problemi di relazioni con i soci e le istituzioni.

Dobbiamo contrastare un’immagine negativa della cooperazione distinguendo le imprese associate alle centrali cooperative, in questa regione sono 2600 su 5mila, le coop associate sono soggette a una revisione annuale che quelle non associate spesso non hanno.

Occorre arrivare un trattamento uguale per tutti, vogliamo più controlli per lottare contro la falsa cooperazione.

La cooperazione buona- ha ricordato –  ha un modello fondato sull’autogestione e sulla flessibilità, che permette di dare risposte moderne alle esigenze della società e dell’economia”.

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