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Progetto Vita, accordo con i Comuni e la Provincia per la manutenzione dei defibrillatori

Progetto Vita compie 20 anni e completa la rete salvavita di Piacenza, grazie all’intesa raggiunta con i Comuni e la Provincia per la manutenzione dei defibrillatori presenti sul territorio. Questo importante risultato è stato presentato in Provincia, in sala Giunta, dal presidente Francesco Rolleri, Daniela Aschieri presidente di Progetto Vita e Ernesto Grillo, project manager dell’associazione. 

Secondo l’accordo, i defibrillatori presenti sul territorio sono stati donati ai Comuni che, come previsto dalle normative vigenti, ne garantiranno l’adeguata manutenzione così come quelli in dotazione agli Istituti scolastici superiori di II grado che verranno presi in carico dall’Amministrazione provinciale.

“La manutenzione dei defibrillatori ha un costo quantificabile in circa 100 euro all’anno, per ciascun strumento – ha spiegato la dottoressa Aschieri -. Il cambio degli elettrodi deve essere effettuato ogni 2 anni e costa 60 euro, mentre le batterie vanno cambiate ogni 4, e costano 200 euro”.

“Con la riforma delle Province abbiamo vincoli di bilancio molto stretti, ma abbiamo deciso di sostenere questo progetto perché crediamo – dice Rolleri – in questa battaglia culturale. E’ un mezzo indispensabile in ogni edificio scolastico”.

“Venti anni fa, quando il nostro percorso è iniziato – ricorda Aschieri – dovevamo spiegare alla gente l’utilizzo di questo strumento, il defibrillatore, che allora sembrava essere ancora ignoto. Dovevamo rassicurare non solo sulla sua utilità, ma anche sul fatto che non fosse pericoloso. Adesso è uno strumento indispensabile, presente anche grazie alla legge, nelle strutture sportive, accanto alla cassetta del pronto soccorso”.

Ora la battaglia culturale di Progetto Vita continua. “Abbiamo deciso di portare i defibrillatori dove il numero di arresti cardiaci è più alto: le abitazioni – dice il project manager Grillo -, e questa valutazione è partito il progetto legato ai condomini. Accanto alla diffusione dei defibrillatori raccoglieremo anche i dati relativi a questa attività, e li condivideremo con la comunità scientifica”.

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