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I sindaci scrivono alla Regione “Alla sanità piacentina mancano 10 milioni di euro” foto

Alla sanità piacentina mancano 10 milioni di euro per consentire la salvaguardia dei propri servizi. L’assemblea dei sindaci di Piacenza, all’interno della conferenza socio sanitaria riunitasi in Provincia il 21 maggio, presenta il “conto” alla Regione Emilia Romagna.

Due settimane fa la presidente della conferenza, Patrizia Calza, aveva già anticipato il problema, condiviso con gli altri membri dell’ufficio di presidenza Patrizia Barbieri (Piacenza), Lucia Fontana (Castelsangiovanni), Romeo Gandolfi (Fiorenzuola), Francesco Rolleri (Provincia). Le obiezioni rivolte alla Regione sono state riassunte in un documento, sottoposto ora all’attenzione dei primi cittadini, per poter poi essere approvato e inviato a Bologna alla volta della prossima seduta della conferenza, fissata per il 30 maggio.

La decisione della Regione di adottare, come criterio per la ripartizione dei fondi, la popolazione residente – viene spiegato – sta infatti penalizzando il nostro territorio, a vantaggio di altre realtà, come Bologna. Questo contrae la capacità di investimento in attività e servizi sanitari da parte dell’Asl piacentina, che ricorre alle spese correnti e rende più difficoltoso l’avvio del nuovo sistema di presa in carico di pazienti con patologie croniche (medicina di iniziativa, case della salute). Attività questa fondamentale vista la struttura del nostro territorio, che si sviluppa su colline e montagne, con una popolazione anziana e fragile, e che necessita, quindi, di servizi vicini alle persone, piuttosto che il contrario.

I sindaci piacentini pertanto chiedono che siano rivisti i criteri di finanziamento delle aziende Ausl, introducendo accanto alla quota capitaria ponderata altri indici, legati alla virtuosità di gestione e alla capacità di risultato, ivi compresa la qualità della spesa. Tra le richieste figura anche la possibilità di considerare l’introduzione di un finanziamento standard alle Ausl per quanto riguarda le spese di investimento mirate al consolidamento/mantenimento dei servizi, oltre a un finanziamento separato dedicato alla messa a regime delle Case della Salute.

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