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Usb: “Reintegrati i tre facchini licenziati a Castelsangiovanni”

Sono stati reintegrati i tre facchini licenziati a Castelsangiovanni (Piacenza) dopo le proteste della giornata di mercoledì davanti allo stabilimento con blocchi e scontri.

Lo annuncia l’Unione Sindacale di Base (Usb) riferendo della riunione fiume che fino a ieri notte ha impegnato in Prefettura a Piacenza i rappresentanti sindacali con l’azienda e la cooperativa subappaltatrice Premium Net finita nell’occhio del ciclone.

“La lotta dei facchini di Leroy Merlin e dell’Usb ha dato i primi frutti – si legge in una nota ripresa dall’Ansa – i tre lavoratori licenziati come rappresaglia per aver contestato il caporalato diffuso nella galassia di appalti, subappalti e finte cooperative, hanno riottenuto il posto.

Altro risultato non meno importante: saranno ridiscusse tutte le sanzioni comminate a decine di lavoratori per le lotte delle ultime settimane alla Leroy Merlin di Castel San Giovanni e Rozzano e alla Ceva di Somaglia”.

Murelli e Pisani (Lega): «Presto riformeremo il lavoro e abbasseremo il carico fiscale»

Logistica, i parlamentari della Lega, Murelli e Pisani, soddisfatti dell’accordo raggiunto tra le parti «grazie alla mediazione del prefetto. Confrontarsi in modo democratico, rispettando le regole e senza minacce, violenze o muri ideologici»

(PIACENZA, 10 mag. 2018) – «Apprezziamo il risultato raggiunto in prefettura nella vertenza tra il sindacato Usb e la cooperativa Premium Net. Grazie alla buona volontà delle parti, e alla mediazione del prefetto Maurizio Falco, è stato raggiunto un importante accordo che stabilisce il reintegro di tre lavoratori licenziati e la volontà di rivedere le sanzioni comminate ai lavoratori che hanno partecipato alle agitazioni nei depositi Leroy Merlin di Castel San Giovanni e Rozzano e alla Ceva di
Somaglia».

Lo affermano i parlamentari della Lega, la deputata Elena Murelli e il senatore Pietro Pisani che ringraziano anche il questore e le Forze dell’ordine per aver ben gestito la situazione a Castel San Giovanni, evitando che degenerasse.
«Ci auguriamo ora – continuano Murelli e Pisani – che da entrambe le parte vengano rispettate le norme, sia quelle che regolano l’occupazione sia quelle delle forme di protesta che spesso hanno portato al blocco dei mezzi e all’accesso alle imprese». I parlamentari concludono: «Il nuovo governo riformerà presto i temi fondamentali del lavoro, riducendo il carico fiscale e semplificando le procedure per le imprese. In questo modo non ci saranno più alibi per alcuno. Importante è confrontarsi nelle forme della democrazia, lasciando da parte minacce, violenze o attribuendo significati ideologici alle legittime richieste di chi lavora».

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