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I volti giovani dell’Italia multietnica, al Samaritano la mostra del Meeting

L’Associazione Culturale “Ingenua Baldanza” in collaborazione con la Caritas diocesana di Piacenza propone la mostra, presentata al Meeting di Rimini 2017,

“Nuove generazioni – I volti giovani dell’Italia multietnica”

L’inaugurazione della mostra avverrà il giorno 18 maggio alle ore 21 presso il Centro Il Samaritano via Giordani 12 a Piacenza con l’intervento di Giorgio Paolucci, giornalista di Avvenire e curatore della mostra.

La mostra resterà aperta successivamente dal 20 maggio al 3 giugno, con i seguenti orari dal martedì al venerdì: 9.30 – 12.30 // 17.00 – 19.00 ed il sabato e la domenica: 10.00 – 12.00 // 15.00 – 19.00.

Visite guidate per le scuole possono essere prenotate, gratuitamente, scrivendo a baldanza_ingenua@libero.it .

La mostra si propone come un viaggio, con molte sorprese, nell’Italia che cambia. La somma dei minori stranieri nati da genitori immigrati o arrivati qui da piccoli, di quelli che hanno acquisito la cittadinanza italiana e dei figli di coppie miste, superiamo il milione e mezzo di persone. Una cifra imponente, alla quale vanno aggiunti i figli ormai maggiorenni nati da genitori stranieri. Sono le “nuove generazioni” di una nazione sempre più multietnica. La scuola è il luogo dove il mutamento in corso è più evidente: sono 815.000 gli studenti stranieri, il 9% del totale, sei su dieci non sono “immigrati” ma nati in Italia, più di un terzo frequenta la scuola primaria.

Ma le “nuove generazioni” non sono riducibili al mondo della scuola: la mostra propone una galleria di personaggi che operano nel mondo del lavoro, delle professioni, dello sport, della musica, dell’arte. Tutti fanno i conti con le tradizioni delle famiglie e delle terre di cui sono originari, e nello stesso tempo si misurano con la cultura, i valori, gli stili di vita di quello che sentono come il “loro” Paese. Sono un punto di incontro tra mondi diversi, spesso molto lontani, che in seguito alla globalizzazione e ai flussi migratori sono diventati vicini e si stanno sempre più contaminando. Sono i costruttori di una “identità arricchita”, aperta all’incontro con l’altro e in continuo divenire, perché – come scrive Romano Guardini – “nella monotonia del puro proseguire noi soffocheremmo”.

I protagonisti della mostra si misurano con il tema dell’eredità e con interrogativi che vanno al fondo della loro avventura umana e che al tempo stesso interpellano tutta la società italiana: cosa permette alla tradizione di essere una realtà vitale e non solo la memoria sterile del passato? Che ruolo giocano nella costruzione dell’identità di queste persone la famiglia, la scuola e gli altri ambienti in cui crescono e si esprimono? Quali valori, quali proposte di vita trovano in Occidente i figli di coloro che hanno lasciato i loro Paesi in cerca di un’esistenza migliore?

Ma soprattutto “Cosa vuol dire essere italiano oggi?”

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