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Aggressione al carabiniere, prima condanna: 4 anni e 8 mesi a Moustafa Elshennawi foto

Quattro anni e otto mesi per la violenza al corteo antagonista. A cui si aggiungono 50mila euro di risarcimento al Comune di Piacenza per il danno arrecato all’immagine della città.

E’ la sentenza pronunciata dal giudice Stefania Di Rienzo al Tribunale di Piacenza nei confronti di Moustafa Elshennawi, il 22enne egiziano accusato di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate nei confronti del brigadiere capo Luca Belvedere durante la protesta contro l’apertura della sede di Casa Pound a Piacenza del 10 febbraio scorso. La condanna coincide con la richiesta di pena che era stata avanzata dal pubblico ministero Emilio Pisante.

Elshennawi la mattina del 6 giugno è comparso in Tribunale, presidiato da un imponente dispiegamento di forze dell’ordine, davanti al giudice Stefania Di Rienzo per il processo con rito abbreviato (che prevede la riduzione di un terzo della pena).

“Il mio assistito ha capito di aver sbagliato, è ragazzo molto giovane e incensurato, non comprendo perché sia stata data una pena così elevata, in considerazione anche del fatto che avevamo scelto di fare un rito abbreviato e ciò comporta una riduzione di un terzo della pena” – ha commentato l’avvocato difensore Eugenio Fosco, che ha anche annunciato l’intenzione di fare ricorso in seguito alla lettura delle motivazioni della sentenza, che saranno depositate entro 45 giorni.

Il legale ha inoltre richiesto gli arresti domiciliari per il suo assistito (al momento detenuto nel carcere di Pavia), “il giudice si è riservato di decidere nei termini di legge, quindi dovremmo avere una risposta nei prossimi giorni”.

Elshennawi

La richiesta pena – Il 22enne è difeso dall’avvocato Eugenio Fosco del Foro di Milano, che ha definito la richiesta avanzata dal pubblico ministero come “sproporzionata”. “Il mio assistito ovviamente ha commesso uno sbaglio e il fatto è grave, ma la pena richiesta non si giustifica ugualmente – commenta il legale – non sono state riconosciute le attenuanti generiche, come la giovane età, l’essere incensurato e il comportamento tenuto in sede processuale”.

Elshennawi ha reso dichiarazioni spontanee in aula e dichiarando di essere dispiaciuto per l’accaduto. Presente all’udienza anche l’avvocato Elena Vezzulli, in rappresentanza del Comune di Piacenza, che si è costituito parte civile nel processo per il danno d’immagine arrecato alla città dagli scontri alla manifestazione antagonista.

BERGONZI (PD): “GIUSTA CONDANNA, CHI TOCCA UNA DIVISA DEVE ANDARE IN CARCERE” – “Bene la condanna al violento che picchiò un carabiniere in occasione del corteo del 10 Febbraio scorso; dimostra che le pene ci sono e si possono comminare”. Così l’esponente del Pd Marco Bergonzi commenta la sentenza nei confronti del giovane accusato di aver aggredito un carabiniere.

“L’’aggressione di un rappresentante delle forze dell’ordine – afferma Bergonzi – rappresenta un atto di particolare gravitá, cui occorre rispondere con fermezza e senza sconti. Naturalmente, chiunque sia la vittima, chi si rende responsabile di atti di violenza non deve poter restare in libertà per un periodo congruo, ma ciò a maggior ragione quando la violenza è volta contro chi opera al servizio dei cittadini; chi li difende ha diritto ad essere ancor più tutelato proprio in ragione del delicato e prezioso compito che è chiamato a svolgere a beneficio della collettività”.

“Guai a chi tocca una divisa” deve essere un messaggio chiaro ed inequivocabile per tutti. In questa occasione ritengo opportuno ancora una volta elogiare e ringraziare le forze dell’ordine, che, unitamente al Signor Prefetto, meritano un plauso per la riconosciuta professionalità e per l’encomiabile dedizione con le quali garantiscono al nostro territorio un elevatissimo livello di sicurezza, dando sempre e comunque il massimo”.

“Per mantenerlo – conclude -, la salutare capacitá di indignazione dei piacentini sarà sempre, un’ottima alleata dell’imprescindibile opera degli uomini in divisa”.

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