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Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Nave in bottiglia

Alto Gradimento, Arbore & Boncompagni e la radio che irride

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Nel nuovo appuntamento con “Nave in bottiglia” Mauro Molinaroli ricorda “Alto gradimento”, trasmissione di Arbore e Boncompagni che ha segnato un’epoca

Luglio 1970. “Insieme” di Mina è la canzone più gettonata dell’estate, sulle spiagge italiane il ricordo di Italia-Germania 4 a 3 è ancora vivo. In Inghilterra 250mila hyppies invadono l’isola di Wight per tre giorni e tre notti.

E sempre sulle spiagge italiane una nuova trasmissione radiofonica, “Alto gradimento”, ideata e condotta da Renzo Arbore e da Gianni Boncompagni, cattura l’attenzione degli italiani sotto l’ombrellone. Tutti i giorni dalle 12,40 alle 13,30. Programma strano, diverso dagli altri, “Alto Gradimento” diventa nel giro breve tempo qualcosa di più di una trasmissione radiofonica di successo.

L’effetto del programma di Arbore e Boncompagni è dirompente. Irrompe nei gusti dei giovani e soprattutto chiude le porte ai vecchi codici linguistici e semantici che erano appartenuti al sistema radiofonico. In un clima di grandi trasformazioni del costume, “Alto gradimento” svolge un proprio ruolo di svecchiamento e di dissacrazione del sistema radiofonico.

Arbore e Boncompagni, che già hanno alle spalle l’esperienza di “Bandiera gialla”, inventano personaggi surreali con la complicità di Giorgio Bracardi, Mario Marenco e Riccardo Pazzaglia. Ne esce una galleria straordinaria. Un repertorio che incanta e cattura i radioascoltatori.

Alla base del successo di questo programma sono gli sgangherati e paradossali personaggi inventati da Bracardi e Marenco: Scarpantibus, l’uccellaccio dagli scarponi militari che lancia urla, mangia bulloni e fa versacci, il professor Anemo Carloni, titolare di gerontologia romantica all’università di San Felice Circeo, il generale Damigiani e il colonnello Buttiglione, il professor Aristogitone (“Amico caro/ amico bello…”) non ancora di ruolo dopo quarant’anni di vita scolastica, Max Vinella, il querulo inviato che manda cronache strane e poi la Sgarambona, gli amici di “Radio Bèeri”, quelli di “Ci avete chiammèto…”.

E insieme a queste sciagurate figure, vi sono vocaboli che entrano a far parte del gergo comune. A scuola c’è sempre qualcuno che urla “Patroclo…” o “Li pecuri…”. Mentre qualcun altro si diverte a fare il verso a Bracardi con “In galera!”. Battute che entrano nel frasario comune e fanno tendenza. Arbore e Boncompagni influiscono sul costume.

Scarpantibus e compagnia entrano infatti nell’immaginario collettivo dei giovani di allora, dei professionisti che dall’ufficio ascoltano le poesie demenziali di Mario Marenco: “Tu sei un asino/ tu hai la coda…”. “Alto gradimento” resterà in pista una decina d’anni circa. E la gente ride, si diverte, gioca a ripetere frasi del tipo “Ma perché non sei vennuta…”.

C’era la capacità di trasgredire bonariamente senza volgarità in quel programma; l’intelligenza e l’abilità di non prendersi troppo sul serio. Il ricordo di quello straordinario programma è ancora impresso nella mia mente, perché “Alto Gradimento” ha segnato un’epoca.

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