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“Anche innovazione e organizzazione degli spazi migliorano le cure” foto

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Perché è necessario un nuovo ospedale, dove farlo e chi lo finanzia. Sono le tre domande intorno alle quali ruota il dibattito a Piacenza, tutte affrontate dall’assemblea pubblica che il Pd ha organizzato al salone Mandela della Camera del lavoro.

Un incontro nato dalla necessità di informare, presentare le ipotesi in campo, definire un percorso partecipato del quale dovrebbe farsi carico il Comune di Piacenza competente per l’individuazione dell’area.

La necessità di avviare la procedura per garantire ai piacentini e a tutta la provincia un ospedale nuovo, all’altezza di una sanità pubblica di eccellenza sono state ben spiegate da molti degli interventi: tra avvio della procedura amministrativa, avvio del cantiere, realizzazione dell’opera non passeranno meno di quattro o cinque anni, a partire subito. A quel punto l’attuale Polichirurgico avrà 30 anni.

L’innovazione tecnologica, nel frattempo, ha di gran lunga mutato metodiche e organizzazione del lavoro fortemente condizionate da una logistica interna che può essere più o meno efficiente ed efficace anche grazie ad una diversa organizzazione degli spazi, garantendo o meno migliori percorsi di cura, come ha testimoniato con un appassionato intervento Nadia Maffini, operatrice sanitaria.

All’incontro si è fatto l’esempio dell’Ospedale di Bergamo come struttura all’avanguardia anche dal punto di vista della gestione del benessere dei pazienti.

Le diverse ipotesi di collocazione, dopo l’introduzione del Segretario provinciale del Pd Silvio Bisotti, sono state illustrate da Matteo Bocchi, dell’esecutivo provinciale Pd.

Sul sito web del Pd di Piacenza (www.pdpiacenza.it) si trovano le slide della presentazione, con le caratteristiche specifiche di ogni area.

“La nostra iniziativa nasce dalla volontà di fare chiarezza su una questione che riteniamo importante per il futuro di Piacenza- ha sottolineato Bisotti – non per fare barricate su questa o quella area. Vogliamo essere “laici”, vale a dire il più obiettivi possibile così da mettere i cittadini nelle condizioni di farsi un’idea corretta sulla questione, senza chiusure o pregiudizi”.

Il capogruppo consiliare del Pd Stefano Cugini ha riferito circa lo stato dell’arte del confronto in atto in Consiglio comunale ed ha sottolineato la necessità di ridare la parola ai cittadini a fronte di una decisione così importante.

Al dibattito, tra i tanti interventi, ha preso la parola la consigliera regionale Katia Tarasconi presente all’incontro insieme al collega Gianluigi Molinari, che ha sottolineato come la Regione abbia programmato le risorse, come è corretto fare in una buona gestione di bilancio, per due nuovi ospedali in Emilia Romagna, a Piacenza a Cesena.

“Cesena è già nella fase dei rendering, ha già deciso l’area ed avviato l’iter amministrativo. Noi siamo ancora incerti. E’ ovvio che se perdiamo tempo altri territori saranno più pronti a spostare risorse regionali sui propri progetti”.

Nutrita la presenza di Legambiente che ha ribadito la richiesta di stralciare l’area della Pertite da quelle in esame: le altre sono un’area agricola privata a La Verza, una alla Farnesiana privata (Opera Pia Alberoni, attualmente coltivata) , una pubblica (Caserma Lusignani a sant’Antonio sulla quale il Pd propone la suggestione di trasformazione a parco).

Molti interventi hanno sottolineato come l’area della Pertite, consentirebbe di coniugare nuovo Ospedale (che verrebbe realizzato sul sedime dei capannoni già esistenti) con un parco delle dimensioni simili a quello della Galleana.”

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