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Comitato Amici della Pertite e nuovo ospedale, manifestazione l’8 giugno

Comitato Amici del Parco della Pertite, manifestazione l’8 giugno alle 18 davanti al Comune di Piacenza. La manifestazione si terrà in contemporanea con l’audizione, in consiglio comunale, del direttore generale Ausl Luca Baldino.

Proprio venerdì 8 giugno alle 16 saranno presentate le 4 proposte per la realizzazione del nuovo ospedale di Piacenza. Tra le aree proposte figura proprio la Pertite.

La presa di posizione di Stefano Benedetti, rappresentante del comitato, sul gruppo Facebook “Un nuovo ospedale per Piacenza” collegato alla pagina Facebook di PiacenzaSera.it.

Nessuno ha ancora spiegato perché la priorità sanitaria a Piacenza sarebbe la costruzione di un ospedale nuovo. Il Piano Strutturale Comunale di Piacenza, approvato il 6 giugno 2016 ed entrato in vigore il 29 giugno successivo, non contiene nelle analisi né nelle previsioni urbanistiche alcun cenno alla necessità di un ospedale nuovo, né mai, fino a quella data, è stato sollevato il problema dalle Istituzioni competenti.

Questa esigenza urgente e improrogabile è stata proclamata il 30 giugno, cioè il giorno dopo, durante un grande convegno pubblico cittadino per il rilancio dell’economia locale indetto da Confindustria.

In quell’occasione i vertici dell’Associazione degli Industriali hanno chiesto con forza scelte politiche volte a favorire la ripresa dell’attività edilizia, in particolare per mezzo della realizzazione di grandi opere pubbliche, fra le quali un nuovo ospedale a Piacenza. Tutte le istituzioni si sono accodate e il Presidente della regione ha promesso 220 milioni.

Ad oggi non è stato fornito un dato reale ed obiettivo per dimostrare la necessità di quest’intervento e non si sa se e quanti soldi la Regione metterebbe a disposizione; Regione il cui mandato scadrà l’anno prossimo.

La teoria secondo la quale un edificio unico sarebbe la scelta obbligata per rendere funzionale il servizio ospedaliero è smentita dal fatto che in Europa, dalla fine dell’800 a oggi, il modello prevalente è quello a padiglioni, cioè con corpi di fabbrica bassi, separati da spazi aperti alberati e dotati di aiuole, sul modello delle città giardino.

Che il modello a monoblocco sia il migliore possibile per funzionalità è presentato come un dato di fatto, senza alcuna dimostrazione attraverso un confronto obiettivo dei pregi e dei difetti delle due tipologie (entrambi ne hanno e sono diversi).

Per fare un esempio a noi vicino, Bologna ha i due grandi ospedali, il Maggiore e il Sant’Orsola, che sono a padiglioni e non pensano in nessun modo di sostituirli con un unico ospedale moderno, ma ristrutturano gli edifici esistenti ed ampliano le aree a parcheggio.

A Piacenza città e ospedale sono molto più piccoli e gli spazi non mancano. Perché mai si dovrebbero sottrarre soldi indispensabili per potenziare nel breve termine il servizio sanitario, con l’assunzione di medici e infermieri e con l’acquisto di nuove attrezzature, per impegnarli, con un dispendio molto maggiore di denaro e tempi imprevedibili, nella costruzione di un nuovo nosocomio, occupando un’area libera e lasciando inutilizzato o seminutilizzato l’attuale ospedale? A chi gioverebbe tutto questo? Ai cittadini o ai pochi fortunati che si spartirebbero il ricco appalto? 

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