Centrale Caorso, Gazzolo scrive a Di Maio: “Non diventi deposito nazionale”

Bologna – “Il tema della gestione dei rifiuti radioattivi è complesso e, come tale, va affrontato con grande chiarezza. Anche per questo ho chiesto un incontro al ministro e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, invitandolo fin da ora a partecipare ai lavori del tavolo per la trasparenza” che si occupa della dismissione della ex centrale nucleare di Caorso, nel piacentino.

L’assessore regionale all’Ambiente e presidente del tavolo per la trasparenza, Paola Gazzolo, interviene all’indomani della notizia dell’invio in Slovacchia di una prima tranche di rifiuti radioattivi della centrale di Caorso, costituiti da resine e fanghi, comunicata da Ispra e Sogin.

“E’ una notizia positiva – afferma Gazzolo – e coerente con quanto programmato dagli enti competenti nell’ultima riunione del tavolo della trasparenza svoltasi a gennaio a Piacenza. A partire da questa novità, ho scritto al ministro e vicepresidente del Consiglio Di Maio per illustrargli tutti i problemi ancora aperti a Caorso in relazione alla dismissione e per chiedere un incontro al fine di affrontarli insieme”.

Nella lettera al ministro, l’assessore ricorda i cinque progetti del piano globale di disattivazione relativi al trattamento e condizionamento dei rifiuti radioattivi; agli interventi di adeguamento sui depositi, nell’edificio reattore e negli edifici collegati; fino alla bonifica, monitoraggio e rilascio del sito.

L’assessore dell’Emilia-Romagna chiede quali siano “le intenzioni del Governo circa la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) a ospitare il nuovo deposito dei rifiuti radioattivi. Per la mancata trasmissione dei programmi nazionali su questo tema- ricorda Gazzolo- l’Italia, nel maggio scorso, è stata deferita dalla Commissione europea alla Corte di giustizia dell’Ue (direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio)”.

La dismissione dell’ex centrale di Caorso, scrive Paola Gazzolo nella missiva, “con la restituzione del sito, in tempi rapidi e senza vincoli radiologici, rappresenta la più grande e complessa opera di messa in sicurezza di un sito nucleare sia a livello nazionale che internazionale e arricchirebbe il nostro Paese di nuove competenze professionali, tecnologiche e scientifiche. Per raggiungere questo obiettivo occorre procedere verso la realizzazione del deposito nazionale che in nessun modo può essere previsto a Caorso, date le caratteristiche geologiche del sito, e la vicinanza del fiume Po, che lo rendono non adatto ad ospitare una infrastruttura che necessariamente deve essere situata in un luogo in grado di garantirne la totale sicurezza”.

La pubblicazione della Cnapi consentirebbe di avviare, sostiene l’assessore, “quel programma di informazione e confronto con i cittadini e le istituzioni propedeutico ad una scelta, indubbiamente complessa, necessaria sia per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi provenienti dalla dismissione degli impianti energetici (e di rientro in Italia dopo il riprocessamento del combustibile irraggiato) sia per la gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività mediche, industriali e di ricerca”.

“In sintesi, senza la pubblicazione della Carta delle aree idonee ad ospitare il deposito nazionale e la realizzazione del medesimo, non può essere completato il piano di dismissione della centrale nucleare di Caorso fino al raggiungimento del ‘green field’, il prato verde da restituire ai cittadini”. /BG

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