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I fratelli Inzaghi dal goal alla panchina

Essere stato un calciatore importante non sempre è un requisito assoluto per diventare un allenatore dello stesso livello, soprattutto perché le panchine sono molte meno rispetto alle maglie da titolare di una squadra. Tantissimi ex-calciatori professionisti hanno provato a diventare tecnici di spessore, ma solamente in pochi ci sono riusciti.

In questo contesto, le carriere di Filippo e Simone Inzaghi sono da encomiare, seppur nella diversità di quanto ottenuto finora. I due fratelli originari di Piacenza, entrambi attaccanti, hanno deciso di passare dall’altro lato e sedersi in panchina dopo aver appeso le scarpette al chiodo; per contrappasso si sono ritrovati a ruoli invertiti. Se Pippo era il più prolifico tra i due in campo e ha vinto moltissimi titoli più di Simone, quest’ultimo si sta rivelando essere un tecnico più saggio e concreto.

Non a caso l’attuale tecnico della Lazio, squadra dal migliore attacco nel campionato di Serie A appena conclusosi, è nel mirino di una serie di società di alto livello, tra le quali spicca il Napoli che sta cercando un sostituto a Maurizio Sarri, probabile partente.

Se Simone è riuscito comunque a portare la Lazio in Europa League a suon di goal e grazie a un gioco propositivo e prolifico, Filippo è adesso impegnato in un’altra missione, ossia quella di portare il suo Venezia in Serie A attraverso i playoff. Il doppio scontro con il Perugia, secondo il piacentino, una delle migliori squadre della Serie B, sarà la grande sfida alla quale saranno sottoposti lui, i suoi calciatori e l’intero ambiente veneziano, che sogna nuovamente i fasti della massima categoria del calcio italiano ripensando agli anni d’oro nei quali un certo Alvaro Recoba faceva il bello e il cattivo tempo sulla laguna.

Per quanto riguarda i pronostici dei bookmaker, il Venezia non è favorito sulla carta in questi playoff, ma potrà comunque giocarsi le sue carte e provare a realizzare il sogno di un’intera città che orbita in una realtà sportiva regionale molto legata al basket, come testimoniano i grandi successi realizzati dalla storica Benetton Treviso, all’epoca tra le favorite in Italia dal leader mondiale delle scommesse William Hill.

I due fratelli si trovano quindi in due dimensioni parallele, anche se potrebbero, con un po’ di fortuna, ritrovarsi in Serie A l’anno prossimo. Simone è amato a Roma, sponda Lazio, e la sua abilità nel fare rendere alla grande una squadra con un budget limitato come la Lazio, facendo esplodere il talento di due giocatori come Luis Alberto e Milinkovic Savic, è più che riconosciuto.

Abile attaccante, più tecnico di Pippo, Simone ha capito come far giocare i suoi uomini ed è riuscito a far vincere a Ciro Immobile il titolo di capocannoniere del campionato, in condominio con Icardi a quota 29. Il fratello maggiore, invece, dopo la non positiva esperienza sulla panchina del Milan, si è ripreso guidando il Venezia a un buon risultato nella serie cadetta. Celebre per i suoi goal astuti e per la sua abilità nel fiutare le occasioni da rete più ghiotte, Filippo cerca adesso nuovi stimoli dalla panchina, nella quale si sedeva poco spesso quando era al massimo della forma.

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