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Gionelli (Coni) “Le società professionistiche facciano gioco di squadra”

In occasione della conferenza stampa di presentazione dei “Giardini dello sport” abbiamo intervistato Robert Gionelli, delegato provinciale del Coni, parlando di questa iniziativa e chiedendogli un parere riguardo allo sport piacentino che ha visto la recente promozione in serie A2 del Bakery Basket ma che, probabilmente, dopo aver salutato due anni fa la pallavolo femminile, vede un futuro incerto anche alla pallavolo maschile.

Com’è organizzata la manifestazione “Giardini dello sport” e quali sono le sue finalità?

“Giardini dello sport”, giunta ormai alla terza edizione, è un’iniziativa di promozione sportiva. L’idea è stata quella di attrezzare alcuni campi gioco all’interno della città, aree da sempre deputate al gioco per bambini, allestendo delle piccole postazioni sportive accanto ai giochi come scivoli e altalene. L’obiettivo è quello di riempire il tempo libero dei bambini con attività che permettano loro di avvicinarsi allo sport con un approccio ludico.

Essendo un’iniziativa che si articolerà nei mesi di giugno e luglio, permetterà ai bambini di fare attività motoria e sportiva anche durante la stagione estiva, quando la stagione sportiva, che coincide con l’anno scolastico, è terminata. La speranza è che anche i bambini che durante l’anno non fanno sport, si divertano provando nuove attività sportive e inizino  iscrivendosi a qualche società della provincia.

Infine, attraverso iniziative come questa, cerchiamo di far vivere le aree verdi della nostra città con più passione e più entusiasmo per fare in modo che siano luoghi sani, dove si può giocare in massima sicurezza a contatto con la natura.

Quali risultati state ottenendo con l’organizzazione di questi eventi finalizzati alla promozione sportiva?

Sì, stiamo ottenendo dei risultati. Anche perché, dovendo confrontarci con “avversari” molto ostici, come i computer, i tablet e gli smartphone, da qualche anno le nostre iniziative e i nostri sforzi sono orientati principalmente alla promozione sportiva tra i giovani. Possiamo dire che la promozione sportiva è un po’ la nostra stella polare. Dobbiamo cercare di far capire ai bambini che lo sport per loro è come un compagno di viaggio perché non ti abbandona mai, ti fa divertire, ti fa vivere bei momenti e ti permette di conoscere altri amici.

Che i risultati sono positivi ce lo dimostra anche il fatto che, come ci viene testimoniato da tanti dirigenti e allenatori, quando ricomincia la stagione sportiva, molti bambini si iscrivono ad una società sportiva per praticare la disciplina che avevano provato ad iniziative come la “Giornata Nazionale dello Sport” sul Pubblico Passeggio o “Giardini dello sport”. In questo senso è importante che a quest’ultima proposta, essendo al pomeriggio a differenza di quelle organizzate nelle scuole, anche i genitori possano entrare in contatto con le società.

Possiamo dire che lo sport piacentino è “in salute”?

Sì, è in salute perché queste attività di promozione sportiva continuano e, continuando, i risultati sul medio periodo arrivano. È in salute anche perché, forse, per merito delle nostre società che sono ben organizzate, ha risentito meno rispetto ad altre aree geografiche della crisi economica degli ultimi anni. Un ottimo segnale sono i dati che testimoniano la presenza di federazioni, come ad esempio il tennis e il ciclismo, ma anche la pallavolo e il basket, che sono in crescita già da alcuni anni.

Due anni fa Piacenza ha perso la pallavolo femminile con il trasferimento della Nordmeccanica a Modena; quest’anno potrebbe perdere anche la pallavolo maschile con la Wixo Lpr che, per l’ennesima volta, rischia di chiudere i battenti. Allo stesso tempo, però, la Bakery basket ha ottenuto la promozione in serie A2. In generale qual è la situazione dello sport professionistico a Piacenza?

Complessivamente anche per lo sport professionistico il bilancio è abbastanza positivo. Su questo versante poi bisogna fare i conti con gli imprenditori che sono disposti ad investire nello sport di vertice. E non è facile trovare persone che abbiano voglia di mettersi le mani in tasca senza, nella maggior parte dei casi, avere un ritorno né economico, né d’immagine.

Bisognerebbe farlo, convinti che anche con lo sport di eccellenza si aiuta la città e complessivamente tutto lo sport, facendo da traino per la promozione sportiva tra i giovani. Nella nostra città, rispetto ad altre, forse sono in numero minore gli imprenditori disposti ad assumersi questo rischio d’impresa investendo nello sport, come vediamo nella pallavolo già da alcuni anni.

Abbiamo anche alcune anomalie. Siamo l’unica città che per tanti anni ha avuto due squadre di calcio a livello professionistico in serie C e quest’anno quasi sicuramente avremo due squadre di basket in serie A2. Forse, al posto di rischiare di disperdere energie e risorse, sarebbe meglio fare più “gioco di squadra”, cercando di mettersi insieme e costruire fondamenta più solide.

 

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