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L’efficacia del vigneto come “sequestratore” di Carbonio. Progetto di ricerca piacentino

Il vigneto è un ecosistema dalle grandi potenzialità, capace di contribuire alla riduzione dei gas serra attraverso la funzione di stoccaggio della CO2 atmosferica immagazzinata nella biomassa prodotta dalle viti e nel suolo.

Prende il via da qui il Gruppo Operativo VinCapTer, fortemente innovativo poiché affronta una tematica finora poco approfondita. Un’attività che proseguirà fino al 2020 e che oltre all’Università Cattolica del Sacro Cuore e agli enti di ricerca I.TER e CRPA-Centro Ricerche Produzioni Animali, coinvolge attivamente cinque aziende del territorio piacentino.

“Intendiamo quantificare la potenzialità del vigneto di sequestrare Carbonio confrontando differenti tecniche di gestione del suolo (inerbimento spontaneo, lavorazione, uso di cover crops selezionate) o in presenza di diversi contesti pedologici: Terre del basso appennino in Val Trebbia, Terre rosse antiche e Terre argillose della Val Tidone – spiega Matteo Gatti, docente del Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili dell’Università Cattolica -. Nel caso della Val Tidone, lo stoccaggio di CO2, sarà inoltre valutato in funzione di differenti livelli di vigoria su scala intra-parcellare”.

Finanziato dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito della misura 16.1 del PSR 2014-2020, VinCapTer calcolerà la produzione netta di carbonio da parte del vigneto e del cotico erboso (se presente), la quantità di carbonio stoccata nel suolo ed emessa dal suolo stesso attraverso i processi di respirazione e valuterà le emissioni di gas serra dovute alle operazioni colturali (Life Cycle Assessment).

“Le aziende del territorio partner sono Malvicini Paolo e Tenuta Pernice in Val Tidone, La Pagliara, I Salici e Tenuta Borri in Val Trebbia. Il progetto coinvolge tre aziende collocate in aree con problemi di sviluppo (aree D) e più precisamente in Val Trebbia, territorio soggetto a forti processi erosivi che influenzano negativamente la qualità dei suoli e le attività agricole – prosegue il prof. Gatti – i viticoltori del gruppo di ricerca seguiranno un percorso formativo personalizzato finalizzato all’aumento della consapevolezza verso l’utilizzo di pratiche C-sequestranti”.

La valutazione periodica delle attività e i risultati ottenuti in campo, integrati con una specifica analisi degli impatti sulla gestione economica del vigneto, porteranno alla redazione di Linee Guida, che una volta convalidate da tutti i soggetti coinvolti nel progetto saranno messe a disposizione dei viticoltori esterni al Gruppo Operativo, diventando uno strumento condiviso per il territorio piacentino.

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