Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Nave in bottiglia

Tra Hegel e Guccini, l’interminabile vigilia della maturità

Più informazioni su

Notte prima degli esami: martedì mattina oltre duemila studenti piacentina saranno sui banchi per la prima prova scritta- Alla vigilia della maturità 2018, i ricordi di Mauro Molinaroli affidati alla sua “Nave in bottiglia” non potevano che tornare a quell’esame di 40 anni fa o giù di lì. Ecco il suo racconto

Sono passati più di quarant’anni da quell’esame, eppure ancora oggi ho l’impressione che in quell’estate mi stessi giocando un pezzo di vita.

La notte prima non chiusi occhio, quasi non volessi perdere neppure un attimo di quell’interminabile vigilia, respirando denso e sottile, mentre mi affollavano la mente Hegel, Pirandello e il mio Guccini che in qualche modo l’indomani avrei voluto collegare all’antico, al moderno, alle rime, ai colori pieni di angoscia di Van Gogh.

Forse, in quella notte silenziosa e insonne, tentavo di dare risposte più a me stesso che ai professori che il giorno dopo mi avrebbero messo alla prova, perché la maturità è il confine, l’ultimo domicilio, sono le colonne d’Ercole dell’adolescenza.

Mi batteva forte il cuore in quella notte appiccicosa e afosa di luglio. Dentro di me un’esplosione d’amore per l’uomo e per la storia. Per tutto quel che avevo immagazzinato nei giorni precedenti l’esame per rimediare ciò che non ero stato in grado di studiare durante l’anno.

La mia maturità fu scomposta e frenetica attesa, vecchi lividi e cosce di ragazze per confondere la memoria, portarmi via, farmi sentire più adulto. Provo ad alzare il sipario: la commissione, i professori, la paura di volare, come se l’umanità e con lei l’umanesimo mi avessero iniziato a un mistero profondo che prima di quel giorno non avrei mai capito.

Leopardi, Manzoni, l’Ottocento, Marx e Croce, segni e certezze alle quali sono rimasto poi aggrappato per una vita intera, come ad una vecchia quercia. Penso oggi, tanti anni dopo, che quell’esame non un fu soltanto un rito, fu il lasciapassare verso l’età adulta. Il tema di italiano un evento nell’evento, un piccolo capolavoro di di carisma sull’unità d’Italia. Mi piace pensarla così.

Fui promosso con un discreto voto e un paio di ali sulla schiena alle quali non sapevo se avessi pieno diritto, ma con le quali avrei potuto permettermi di volare verso il domani. Pensavo che avrei insegnato. E’ andata diversamente. Sono a scrivere di emozioni che tanti hanno provato, di una notte insonne, frutto dell’insonnia più bella e di una mattina in cui le emozioni si mischiano con le consapevolezze.

Sì, perché – vista oggi – la maturità ha un fascino straordinario, il fascino della vita, di una vita che mi ha portato dolori più che gioie, ma anche amori che mai finiranno, emozioni che fungono da antibiotici dell’anima, per sconfiggere l’aridità e le devastazioni del mondo, frutto di un disincanto del cuore e di un’età adulta che non sempre è quella che avremmo voluto.

In bocca al lupo ragazzi!

Mauro Molinaroli

(nella foto tratta da Wikipedia Francesco Guccini)

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.