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L’Osservatorio per l’Agroecologia in visita di studio al Centro Pasti di La Verza

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Il Centro Pasti comunale di La Verza (Piacenza) ha ospitato nei giorni scorsi un incontro di studio, promosso dal progetto Opera – Osservatorio per l’Agroecologia, sul tema “La ristorazione che fa scuola”, dedicato all’analisi della ristorazione collettiva come strumento in grado di facilitare la transizione agroecologica dei sistemi agroalimentari.

I responsabili del progetto hanno incontrato i tecnici del Comune, di Cir (titolare dell’appalto per la ristorazione scolastica e ospedaliera a Piacenza) e di Ul – Conal, ditta incaricata per i controlli di qualità, le diete speciali e progetti mirati sulle mense scolastiche.

Gli ospiti hanno poi visitato le cucine del Centro Pasti per vedere dal vivo il processo produttivo. Obiettivo, approfondire la conoscenza del sistema di gestione locale delle mense e le sue peculiarità, legate in particolare alla valorizzazione dei prodotti locali e della produzione biologica.

Il Centro Pasti di La Verza, di proprietà comunale, produce ogni anno 1.450.000 pasti, di cui 900.000 destinati alle mense scolastiche e i restanti all’ospedale.

L’integrazione tra i due servizi di ristorazione consente un’efficienza economica e gestionale; la qualità del servizio è garantita dalla prevalenza di prodotti provenienti da aziende locali e da un’alta percentuale di prodotti biologici e a lotta integrata, in coerenza con quanto richiesto dalle più recenti normative sugli acquisti verdi (“Green Public Procurement”): caratteristiche che erano valse al Comune di Piacenza il premio “Mensa Verde” al Forum Compraverde – Buygreen del 2017.

Il progetto Opera, cofinanziato da Fondazione Cariplo, è nato con l’intento di aggregare esperti e operatori di diversi ambiti disciplinari e professionali impegnati nello sviluppo di progetti per il cambiamento dei sistemi agroalimentari. “Il servizio di ristorazione collettiva di Piacenza – hanno commentato gli organizzatori – è un esempio a livello europeo, in quanto in grado di dare vita a un sistema agroalimentare locale capace non solo di soddisfare una domanda consistente, quella di prodotti biologici, ma anche di modellarsi su di essa”.

Nel corso dell’incontro sono stati individuati tra gli altri, come fattori chiave di questo successo, l’attribuzione di criteri premianti all’interno dell’appalto, la caratteristica di diversificazione della produzione locale e la capacità di mettere in rete le aziende, creando una filiera. (nota stampa)

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