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Nuovo ospedale, la Regione: “Il Comune motivi perchè le aree demaniali non vanno bene”

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“Un diverso percorso amministrativo da parte del Comune di Piacenza, in deroga al Protocollo d’Intesa, che consideri quale ipotesi di scelta su cui edificare l’ospedale anche aree di proprietà privata, siano esse a destinazione agricola o anche edificabile, presuppone che il Comune affermi e motivi esaustivamente con proprio atto che nessuna delle due aree demaniali suscettibili di trasferimento non oneroso per il Comune è in grado di realizzare l’interesse pubblico“.

“Tale presupposta affermazione di parte comunale, anche al fine di scongiurare una responsabilità erariale, deve essere supportata da precise ragioni di natura sia tecnica che economica. In ogni caso, un’eventuale individuazione di aree private da parte del Comune dovrà avvenire secondo le dovute procedure di acquisizione ad evidenza pubblica richieste dalla legge”.

Lo afferma l’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi nella lettera inviata all’amministrazione comunale e alla Conferenza provinciale sociosanitaria, in merito alla scelta dell’area dove edificare il nuovo ospedale.

L’orientamento che ha preso piede in seno al centrodestra di voler stralciare dalle opzioni possibili le due aree militari ex Pertite e Lusignani, al centro di un protocollo d’intesa siglato con il Demanio, il Ministero della Difesa, la Regione e l’Azienda Sanitaria per la loro dismissione e valorizzazione in funzione della realizzazione del nuovo ospedale, ha indotto la Regione a intervenire per “avvisare” il Comune di Piacenza.

Se sceglierà una superficie privata, con relativo consumo di suolo e costi di acquisizione, allora dovrà motivare perchè le due aree militari non rispondano all’interesse pubblico. Il rischio – accennato nella missiva – è per l’amministrazione comunale di incorrere in una causa per danno erariale.

Una lettera che non è piaciuta al sindaco Patrizia Barbieri, che l’ha definita una forma di “pressing psicologico” e che ha scatenato nuove discussioni in consiglio comunale.

Di seguito il testo integrale della lettera di Venturi.

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