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Regione, Bonaccini disponibile a secondo mandato “Rifondare il Pd”

Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini si dichiara disponibile a correre per un secondo mandato.

Con un’intervista tutta politica a “Repubblica” il presidente della Regione, il cui mandato scade nell’autunno 2019, dice che il Partito Democratico va rifondato e si dichiara disponibile a candidarsi per la seconda volta alla guida della Regione.

Bonaccini si sofferma anche sulla necessità di dare una scossa al Pd, sostenendo di condividere il percorso intrapreso dal “collega” presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, per un aprire un “cantiere” largo, aperto alle formazioni civiche e del territorio.

“In tanti mi chiedono se mi ricandido. Certo, partendo da ciò che insieme si è fatto sono disponibile a proseguire per un secondo mandato, a provare a completare il buon lavoro avviato”. E’ quanto afferma Bonaccini.

Quanto al futuro del Pd, “va rifondato. Dobbiamo ritrovare la strada per parlare ai troppi elettori del Pd e del centrosinistra che si sono allontanati. Farlo con convinzione e umiltà” e per questo “si azzeri tutto, ci si dia regole chiare e si convochino i congressi a tutti i livelli. E lo si faccia presto”.

E rispetto all’ipotesi di un Pd a guida Zingaretti, Bonaccini dice di stimarlo molto, “ma oltre ai nomi serviranno idee e contenuti e la costruzione di un gruppo dirigente diffuso” e in quest’ottica “definiti i tempi per la stagione congressuale, qualora fosse ritenuto utile sarei pronto a dare una mano”.

Ricordiamo che la situazione degli equilibri politici della nostra regione sono assai mutati con le recenti politiche di marzo: per la prima volta il centrosinistra ha perso il primato dei voti a vantaggio del centrodestra, mentre come primo partito si è affermato il Movimento 5 Stelle.

Dichiarazioni commentata positivamente dal segretario regionale del Pd Paolo Calvano: “La disponibilità del Presidente Stefano Bonaccini alla ricandidatura in Regione è un’ottima notizia e offre un punto fermo da cui ripartire anche in Emilia-Romagna, come Pd e come centrosinistra.

Bonaccini è una figura che ha dimostrato in questi anni di saper aggregare il centrosinistra riuscendo, nel contempo, a parlare all’intera comunità regionale. Credo non ci sia sindaco che si sia sentito escluso dal dialogo e dal confronto con la Regione, a prescindere dal colore politico e questo rappresenta un valore aggiunto perché dimostra una capacità di governo in cui tanti possono sentirsi rappresentati.

La scelta di mettere al centro l’autonomia emiliano-romagnola non in una logica egoistica anzi, con l’intento di rafforzare ancora di più l’Italia; gli investimenti per diffondere e qualificare il lavoro, decisi insieme a imprese e lavoratori e alle loro rappresentanze; il rilancio sulla sanità e sui pronto soccorso nell’ultima parte della legislatura; la decisione di puntare sulla competitività attraverso infrastrutture migliorate nella loro progettazione in questi ultimi anni, possono rappresentare i cardini per il fine legislatura e elementi su cui confrontarsi dentro il Pd e insieme a tutte le forze politiche e civiche con cui condividere un nuovo progetto di governo, potendoci concentrare sulle idee e non sui nomi.

Nei giorni scorsi ho espresso la necessità di convocare il prima possibile i congressi del Pd, per questo non posso che condividere le parole di Bonaccini rispetto all’urgenza di rilanciare l’azione del nostro partito, a tutti i livelli, attraverso congressi rigenerativi che mettano al centro come parole d’ordine il recupero dell’empatia intesa come capacità della politica di mettersi nei panni dei cittadini e di calarsi nei loro problemi, andando oltre atteggiamenti burocratici e mettendosi al servizio della comunità, ascoltandone le istanze e le preoccupazioni.

Qualità che molti nostri amministratori hanno e su cui investire, con quello spirito unitario, quella compattezza e quella dialettica corretta e rispettosa che finora ha caratterizzato il Pd dell’Emilia-Romagna e su cui continuare ad impegnarsi”.

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