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Riqualificazione ex consorzio agrario, via libera della giunta alla delibera

La giunta comunale di Piacenza ha approvato nella seduta odierna la delibera con gli elementi di interesse pubblico dell’accordo di riqualificazione del comparto ex Consorzio Agrario di Piacenza.

Come aveva anticipato lunedì scorso l’assessore Erika Opizzi in consiglio comunale, l’esecutivo ha dato il via libera a un provvedimento propedeutico all’accordo di programma con i proprietari dell’area (di complessivi 130mila mq), Terre Padane, che approderà con ogni probabilità entro fine luglio all’esame del consiglio comunale.

Un provvedimento ereditato dalla passata amministrazione, che qualche malumore nel centrodestra l’ha causato, in particolare per la presenza consistente di spazi commerciali (15mila mq) all’interno del piano di riqualificazione. Una quota dalla quale i proprietari non hanno inteso recedere, ritenuta fondamentale per la sostenibilità finanziaria dell’operazione.

La riqualificazione del comparto – è stato sottolineato dall’assessore – è strettamente connessa all’arrivo dallo Stato delle risorse del Bando Periferie. 

“Non voglio nascondere le difficoltà – aveva riferito la Opizzi – di manovra per una pratica impostata e incardinata dalle amministrazioni precedenti, si tratta infatti di un comparto strettamente legato ai finanziamenti del Bando Periferie che faranno arrivare a Piacenza 8 milioni di euro, di cui 3,2 per il comparto nord con piazza Cittadella e 4,8 per il comparto est con l’area ex Berzolla, tra la stazione e Borgo Faxhall “.

“I finanziamenti pubblici sono vincolati – ha precisato – ai contributi da parte dei privati, nello specifico 1,5 milioni da parte di Terre Padane destinati al recupero dell’area ex Berzolla“.

“Quindi non stipulare l’accordo di programma – ha chiarito l’assessore – farebbe perdere i fondi pubblici relativi al comparto est, pari 4,8 milioni. Per questo con questa consapevolezza e senso di responsabilità illustro i provvedimenti che la giunta comunale si appresta a prendere”.

 

“Circa la notevole previsione di spazi commerciali – aveva ammesso la Opizzi – all’interno del comparto, siamo preoccupati dalla crescita favorita dalla legge regionale. Abbiamo chiesto di diminuire la quota di commerciale, ma non c’è stata la disponibilità di Terre Padane a rivedere la situazione”.

 

 

 

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