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Il sesso in mostra tra liberazione e rivoluzione

Sesso e dintorni. Tra scienza, politica, cultura, moda, costume. Un’indagine ad ampio spettro quella di “Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977)”, la mostra che fino al 17 luglio a Palazzo Magnani di Reggio Emilia si addentra in una rivoluzione legata a un modo tutto nuovo di concepire la sessualità, che ha caratterizzato gli anni ’60 e ’70.

Un racconto attraverso un’infinità fotografie, fumetti, riviste, film e locandine cinematografiche, libri ormai introvabili, oggetti che sono l’archeologia di quella che dovrebbe essere la nostra sessualità liberata: la pillola anticoncezionale, il monokini, la minigonna e il primo vibratore.

Un percorso fatto di cinque sezioni, che prende il via dagli studi freudiani di fine Ottocento per individuare poi il rapporto tra sesso e letteratura in best seller come “L’amante di Lady Chatterley” di David Herbert Lawrence, “Tropico del Cancro” di Henry Miller, “Sputerò sulle vostre tombe” di Boris Vian fino ai romanzi erotici della Beat Generation a cura dell’Olympia Press.

La pornografia diventa fenomeno di massa e le prime copertine di riviste internazionali come Playboy o Penthouse e delle omologhe testate italiane Playmen e Le Ore ne sono la conferma.

La sessualità liberata influenza il fumetto, il teatro (i musical “Hair”, “The Rocky Horror Show”), la musica con il brano “Je t’aime… moi non plus di Serge Gainsbourg e Jane Birkin e il cinema.

Dai film d’autore “La Bestia” di Borowczyk, “Le farò da padre” di Lattuada, “L’impero dei sensi” di Oshima e “Blow Up” di Antonioni alle pellicole hard proiettate nei circuiti a luci rosse. Senza dimenticare temi quali il libero amore, la liberazione del corpo, la legittimazione della contraccezione e dell’aborto ed eventi quali Woodstock e Parco Lambro che segnarono una svolta, almeno tra la fine dei Sessanta e i primi Settanta.

“Sex & Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977)”
Fino al 17 luglio, dalle 10 alle 19.
Palazzo Magnani, corso Garibaldi 29/31 – Reggio Emilia

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