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Trent’anni fa Papa Wojtyla a Piacenza, il ricordo in S. Maria di Campagna

Cadono oggi i trent’anni dalla visita – avvenuta il 5 giugno del 1988 – di Papa Giovanni Paolo II a Piacenza. Come noto, Wojtyla fece tappa in Santa Maria di Campagna, dove pregò davanti all’altare maggiore.

Nel pomeriggio nel corso della Messa celebrata dai frati minori è stato ricordato il passaggio del Papa polacco, «unico santo – fa notare padre Secondo Ballati – ad essere venuto nella nostra basilica». Ai fedeli è stato distribuito l’opuscolo “A trent’anni dalla visita di S. Giovanni Paolo II in S. Maria di Campagna”, realizzato dalla Banca di Piacenza con testo di Franco Fernandi.

Domenica 10 giugno, durante le funzioni delle 7,30-10-11-18,30, verrà nuovamente ricordata la visita di Papa Wojtyla con la recita di una preghiera scritta per l’occasione. Anche domenica sarà consegnato ai fedeli l’opuscolo della Banca di Piacenza che documenta la storica visita del 1988.

LA VISITA – Papa Wojtyla arrivò a Piacenza e Castelsangiovanni il 4 e 5 giugno 1988, in occasione della visita pastorale in Emilia Romagna. Accompagnato fra gli altri dal Cardinale Agostino Casaroli, il Papa celebrò la Messa in Cattedrale e visitò le Basiliche di Santa Maria di Campagna e Sant’Antonino, oltre all’Università Cattolica e al Collegio Alberoni.

Famiglia e lavoro i temi toccati nei suoi interventi: “La tolleranza – disse in occasione dell’incontro con cittadini e autorità in Piazza Cavalli, sottolineando la “laboriosità” della popolazione e “la sua singolare intraprendenza ed efficienza” – è un valore morale della vostra cultura, non piccolo e non trascurabile”.

“Vigilate – un altro passaggio del suo discorso – perché la vostra laboriosità resti sempre virtù, sia espressione delle vostre capacità e di un giusto impegno per le realtà terrestri, ma non diventi il valore unico o principale della vostra vita. Non accada che, sotto l’influsso di un sistema dominato quasi esclusivamente dalla produttività fine a se stessa, la dedizione al lavoro diventi alienazione e si trasformi in forza distruttiva della persona e della famiglia”.

“La speranza e l’augurio di un domani migliore è affidato alla vostra vitalità, alla vostra solidarietà, alla vostra fede”.

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