In un mese 29 tra furti a segno e tentati nel Piacentino, sgominata la banda

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In poco più di un mese 29 tra furti tentati e andati a segno nella provincia di Piacenza, a Pontedellolio, Vigolzone, Castellarquato, Catelsangiovanni e Ziano. Questi i numerosi episodi avvenuti nel Piacentino tra maggio e giugno 2017 contestati dai carabinieri a una banda composta da sei albanesi, finita agli arresti nella notte del 18 giugno in un’operazione condotta con la compagnia di Stradella.

Si tratta di un 36enne, un 31enne e un 26enne residenti a Stradella, un 30enne residente in Piemonte e un 35enne e un 33enne residenti a Piacenza. Quest’ultimi due (uno in carcere e l’altri ai domiciliari) erano già finiti in una precedente operazione dei carabinieri perché accusati di una serie di razzie (una quindicina in tutto) commesse tra il Piacentino, il Bergamasco e il Bresciano, per un bottino pari ad un milione di euro.

La serie di colpi avvenuti nella primavera dello scorso anno avevano scosso profondamente le comunità della Valnure, della Valtidone e della Valdarda, facendo scattare un intenso presidio delle forze dell’ordine e immediate indagini. Accertamenti condotti dall’aliquota della compagnia di Piacenza che si sono incrociati con quelle dei militari di Stradella, impegnati in un’inchiesta su numerosi furti commessi nell’Oltrepò Pavese e in altre province.

Una vasta operazione contro i reati predatori che ha portato a 23 arresti (tra i quali i 6 che secondo gli inquirenti agivano a Piacenza) e a contestare complessivamente circa 90 episodi. Per l’Arma la batteria attiva nel Piacentino aveva raccolto solo sul nostro territorio valori per oltre 100mila euro; nella refurtiva sottratta nelle varie abitazioni (composto prevalentemente da contanti, gioielli in oro e orologi Rolex) anche un’automobile e una bicicletta.

Nel dettaglio agli uomini colpiti dalle misure cautelari sono stati contestati: a Castellarquato una rapina (i ladri erano stati sorpresi al rientro dai proprietari che erano stati minacciati) e due tentativi di furto; a Pontedellolio cinque furti e due tentati furto; a Vigolzone un tentativo di rapina (anche in questo caso erano stati sorpresi dai vicini di casa e mentre cercavano di aprire una cassaforte), tre furti in appartamento e un tentato furto; a Castelsangiovanni sette razzie in abitazione; a Ziano tre colpi a segno e quattro tentativi andati a vuoto.

Fatta eccezione per un episodio, tutti gli altri reati erano stati commessi tra il 9 maggio e il 16 giugno scorso. Gli inquirenti sottolineano il “pendolarismo” a cui erano dediti i soggetti, che secondo gli elementi raccolti agivano con un collaudato modus operandi, facendosi accompagnare sul posto da una vettura che poi tornava a riprenderli a lavoro ultimato.

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