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“Boat Piacenza”, in consiglio i dubbi sulle autorizzazioni. Buscarini (Pd): “Segnalazione in questura”

“Non siamo contro alle iniziative che possono far vivere la città, ma le regole devono essere uguali per tutti”.

Parola di Giorgia Buscarini, consigliera comunale del Partito Democratico, che nel corso della seduta del consiglio di lunedì 30 luglio ha sollevato il tema del nuovo locale “Boat Piacenza” appena inaugurato sul lungo Po.

L’ex assessore al Commercio ha chiesto l’accesso agli atti e alle autorizzazioni relative al locale che ha aperto i battenti venerdì scorso.

“Non ci sono pubblici esercizi di serie A e pubblici esercizi di serie B  – spiega – per questo non possiamo trascurare il fatto che il locale sul lungo Po ha iniziato lo scorso week end con una semplice segnalazione di inizio di attività temporanea per somministrazione di alimenti e bevande dai giorni 26 luglio al 29.

Significa che non è stata concessa una licenza da pubblico esercizio, ma soltanto per un evento temporaneo. Mi chiedo se si pensa di andare avanti con autorizzazioni temporanee o di applicare le stesse regole di tutti pubblici esercizi. Perché continuare con questo regime significherebbe sfruttare un escamotage”.

“Inoltre da quanto ho potuto verificare dagli atti – continua la Buscarini – risulta che sia stata concessa un’autorizzazione per attività di intrattenimento musicale temporaneo fino a 200 persone. Mi chiedo se non sia un numero troppo basso rispetto agli ingressi registrati nell’area”.

“Ho inviato una segnalazione via mail alla questura e alla prefettura di Piacenza – conclude – perchè credo che debbano essere fatti i dovuti controlli a tutela dei cittadini.

E anche agli assessori comunali Filiberto Putzu e Luca Zandonella voglio dare un consiglio, invece di farsi fotografare in mezzo ai frequentatori del locale, farebbero bene a far rispettare le regole”.

Anche il consigliere Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) ha fatto riferimento al locale sul lungo Po in consiglio comunale, facendo rilevare che “l’Aipo ha concesso l’autorizzazione quattro giorni prima che la società  che gestisce lo spazio si costituisse”.

Infine Massimo Trespidi (Liberi) ha annunciato: “Sto raccogliendo quello che serve perchè questa volta vado in Procura con quello che è successo sul lungo Po”.

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