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“Bobbio diventi una “bottega” per l’arte e la creatività” intervista a Paola Pedrazzini

E’ difficile riassumere in poche parole la vita di Paola Pedrazzini. E’ tante cose e ne ha fatte altrettante. Esce vincitrice da una stagione di successi culturali ed esperienze formative che l’hanno portata a diventare ciò che è. Un’esteta, amante della bellezza, in tutte le sue forme.

La si conosce come direttrice artistica del Festival del Teatro Antico di Veleia, del Bobbio Film Festival, del Teatro Manzoni di Monza e come presidente del Conservatorio di Musica Giuseppe Nicolini di Piacenza.

Abbiamo deciso di farle alcune domande in occasione della conferenza stampa dedicata a Fare Cinema, il corso di alta formazione cinematografica ideato da Marco Bellocchio.

Cosa avete intenzione di fare di Bobbio, dal punto di visto cinematografico?

L’idea è quella di creare un centro di alta formazione cinematografica permanente, costruito in modo molto elastico e leggero, con masterclass tenute da grandi professionisti. Una scuola d’eccellenza, che soprattutto dia sostanza a quella che è la formula di fare cinema; una sorta di “bottega” per imparare o insegnare qualcosa come il cinema. Sono partiti già due corsi che hanno colto l’attenzione dei ragazzi, uno di produzione e l’altro di sceneggiatura.

Come sarà il festival di quest’anno, ci saranno novità?

Sul festival non posso dire molto, anche perché è ancora in fase di preparazione. Sicuramente, come tutti gli anni, abbiamo qualche particolarità che lo rende speciale. Visto che Gianni Amelio è il direttore del corso Fare Cinema, posso anticipare che durante la serata di presentazione dei corti sarà presente anche il suo.

Come è stato il suo percorso lavorativo, si aspettava di arrivare a realizzare tutti i suoi progetti?

Non mi aspettavo nulla, o mi aspettavo tutto in qualche modo. Ho sempre seguito quella che era una passione, un metodo che mi sono data dal liceo all’università, con percorsi personali ed educativi. Quello che ho sempre cercato di seguire è stata la volontà di dare il meglio in qualunque cosa facessi. Sono stata fortunata perché lavoro in ambiti particolarmente stimolanti e affascinanti, a partire dal teatro antico: venendo da studi classici era un po’ il mio sogno. Il cinema è stato un ulteriore coronamento del mio dottorato, che riguardava appunto il teatro e il cinema.

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