PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Castelli del Ducato, sempre più visitatori “500mila ingressi lo scorso anno”

Più informazioni su

Bologna – L’Emilia piena di fascino dei 31 Castelli del Ducato aperti al pubblico per un turismo culturale di qualità, incastonati nelle province di Parma e Piacenza ma con l’obiettivo di allargarsi a quella di Reggio Emilia inserendo nel portale del circuito ducale (www.castellidelducato.it), 1 milione e mezzo di visualizzazioni) il Comune di Canossa con il Castello di Canossa, di Rossena e la Torre di Rossenella, il Comune di Quattro Castella con il Castello di Bianello e quello di Reggio Emilia con la Sala del Tricolore, per un racconto sempre più corale del territorio.

Il primo passo di un percorso che guarda all’intera Destinazione Emilia e, successivamente, a tutti i Castelli dell’Emilia-Romagna. E’ l’Emilia delle rocche, della tavola prelibata e della tradizione, quella che costruisce automobili da competizione alla Dallara di Varano de’ Melegari, quella dall’Appennino al Grande fiume, il Po, e della bassa in bicicletta di Giovannino Guareschi.

Un legame stretto tra la storia di monumenti, la tecnologia e la volontà di persone spinte da una grande motivazione – castellani, imprenditori, guide turistiche, amministratori pubblici – che rendono straordinaria l’identità di questa parte della Food Valley.

Un contesto nel quale si inserisce il tour del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dell’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, in programma martedì 31 luglio, e domani, mercoledì 1^ agosto, accompagnati dal presidente dei Castelli del Ducato, Orazio Zanardi Landi, e dal vicepresidente, Francesco Trivelloni.

NUMERI TUTTI IN POSITIVO – Luoghi suggestivi per un turismo al di fuori dei circuiti tradizionali che in Emilia-Romagna è in grande ascesa, mescolando l’Appennino, che nel 2017 ha visto 2 milioni di presenze (+4,5%) e 500mila arrivi (+3,6%) e luoghi e itinerari che sempre l’anno scorso, riuniti sotto la voce ‘Altre località’, hanno fatto segnare nel complesso la crescita maggiore: 4,6 milioni le presenze, per un +16,3%, e 1,8 milioni gli arrivi, pari al +13,2%.

Un turismo alternativo nel quale la rete dei Castelli del Ducato rientra a pieno titolo, con numeri altrettanto positivi. Il portale Castelli del Ducato nei primi sei mesi del 2018 è cresciuto in termini di visualizzazioni del 5,90% e la sede del Circuito, Rocca Sanvitale di Fontanellato (Pr), ha registrato oltre 2.400 visitatori in più, confermando l’aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno all’incirca del 5%. Il Castello di Fontanellato dal 2015 a oggi ha invece registrato +18,35%.

Complessivamente, in questo 2018, tra le pagine più ricercate nel portale www.castellidelducato.it, oltre ai castelli spiccano la pagina ‘mercati e mercatini’ con un +52%; poi ‘itinerari’ +14%, ‘tarocchi del Ducato’ +13%; ‘scuole’ +8% e ‘feste, enogastronomia, tradizioni’ +6,68%, con un +10,11% di ricerche attivate da mobile smartphone.

“Siamo di fronte a un altro esempio del nostro enorme patrimonio turistico – afferma il presidente Bonaccini – che mette insieme storia, cultura e tradizioni enogastronomiche di una terra che non finisce mai di stupire per la qualità e la quantità di luoghi e angoli che è in grado di offrire. E questi gioielli, questa ricchezza che mettiamo a disposizione dei turisti di tutto il mondo, testimoniano dell’ingegno e dell’impegno di tanti, un esempio di collaborazione tra pubblico e privati a cui non faremo mancare il nostro sostegno per promuovere anche questo circuito, dei Castelli del Ducato, che sempre di più guarda all’Emilia intera, a partire da Reggio Emilia, e rendere ancora più forte la nostra attrattività”.

“D’altra parte, non è un caso se l’Emilia-Romagna quest’anno ha conquistato il primo posto della graduatoria delle dieci migliori destinazioni europee, fregiandosi del titolo di Best in Europe 2018 della Lonely Planet, forse la guida turistica più importante al mondo. Ed è anche grazie a realtà come queste- conclude- che contiamo di far crescere ancora un comparto che nel 2017 ha registrato il record di quasi 57 milioni di presenze, numeri straordinari e importanti anche per l’occupazione e il Pil regionale, con il turismo che ne rappresenta ormai il 12%”.

“Tra gli obiettivi turistici della Regione Emilia-Romagna c’è quello di alzare il tasso di internazionalizzazione- aggiunge l’assessore Corsini – e puntiamo molto su questo circuito che annovera una trentina di castelli tra Parma e Piacenza e che ha già dimostrato di poter raggiungere ottimi risultati con oltre 500 mila ingressi solo lo scorso anno. Ed è proprio a partire da questa esperienza vincente – aggiunge – che vogliamo allargare i confini per fare di tutta l’Emilia-Romagna una terra di castelli, rendendo questo circuito un vero e proprio prodotto turistico, così da aumentare la nostra appetibilità sul mercato internazionale, per arrivare a superare la soglia del 30% di visitatori stranieri che è il traguardo che ci siamo dati in questo mandato”.

“Quattro sono i punti forti di questo percorso di dialogo ed apertura che mette in connessione i castelli di Parma, Piacenza, Pontremoli – tutti riuniti nel circuito Castelli del Ducato – con le roccaforti e alcuni monumenti di Reggio Emilia che vorranno collaborare con noi e successivamente con i Castelli dell’Emilia-Romagna: rafforzare il concetto di Emilia come destinazione turistica; mettere a valore le diverse identità, accostandole proprio per farle emergere distinte e rispettarle; dare ai visitatori e ai turisti la possibilità di vedere l’evoluzione del castello dai resti su antichissimi sassi alle strutture in muratura espressione del Basso e dell’Alto Medioevo fino ad arrivare alle fortezze tra le più imponenti e famose in Italia. E ancora visitare i manieri che si ingentiliscono, diventano rocche affrescate, castelli che raccontano storie che spaziano fino alla Belle Epoque, ad oggi”, spiega il presidente Orazio Zanardi Landi, a capo da vent’anni del circuito Castelli del Ducato.

“Oggi – prosegue – la sfida comune per tutti – enti pubblici e proprietari privati che gestiscono castelli o monumenti – è soltanto una: tenerli aperti, fruibili in sicurezza, renderli sostenibili economicamente diffondendo cultura e bellezza, garantirne la manutenzione ordinaria e straordinaria per tramandarne l’anima millenaria che custodiscono”.

Castelli del Ducato di Parma, Piacenza, Pontremoli fa da volano – Sul website da oltre 1 milione e mezzo di visualizzazioni www.castellidelducato.it verranno presentate anche alcune location strategiche del territorio di Reggio Emilia.

I primi a scegliere il driver di promozione turistica Castelli del Ducato saranno il Comune di Quattro Castella con il Castello di Bianello e il Comune di Reggio Emilia con la Sala del Tricolore.

“Destinazione Turistica Emilia e i suoi 50 castelli: il percorso che inizia ora- afferma Natalia Maramotti- con l’ospitalità nel sito de I Castelli del Ducato dei primi tre Comuni che hanno deciso di cogliere l’opportunità credendo all’idea che il prodotto turistico ‘Castelli e dimore storiche’ possa concorrere alla caratterizzazione della nostra area vasta turistica, proseguirà proponendo sempre maggiori adesioni. Lo slogan ‘la destinazione dei 50 castelli’ diventerà una realtà capace di concorrere allo sviluppo turistico anche del nostro territorio provinciale; da Canossa agli Estensi, fino al luogo simbolo della cacciata di questi ultimi, nel 1796, grazie alla costituzione della Repubblica Cispadana”.

“Tante sono le storie da raccontare. Ricchezza di storie, autenticità dei luoghi, qualità dei prodotti enogastronomici: questa- chiude la presidente- è la Destinazione Turistica Emilia e una parte del lavoro per strutturare sempre più questo racconto passa anche dalla nuova alleanza con i Castelli del Ducato”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.