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Centri revisione auto: l’adeguamento alle direttive europee rischia di paralizzarli. L’appello di Cna

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L’attività dei centri autorizzati di revisione dei veicoli a motore – che nel nostro Paese sono circa 8.500 con oltre 20.000 addetti e dove ogni anno vengono revisionati circa 15 milioni di autoveicoli – rischia la paralisi.

Il recepimento nel nostro ordinamento della Direttiva Comunitaria sui controlli periodici 2014/45/UE attraverso il Decreto Ministeriale 19 maggio 2017, introduce la figura dell’Ispettore del centro di controllo in sostituzione del responsabile tecnico delle revisioni. Una figura altamente specializzata, con requisiti minimi di competenza e formazione individuati dallo stesso Decreto Ministeriale, e requisiti ulteriori da definire eventualmente con apposito decreto.

A distanza di un anno dall’entrata in vigore della nuova normativa, tuttavia, non sono ancora stati emanati i decreti attuativi sulla formazione di nuovi ispettori e i corsi di preparazione al conseguimento della qualifica sono stati sospesi in base all’articolo 7 del Decreto direttoriale della motorizzazione n. 211 del 18 maggio 2018. La Direzione Generale Territoriale Nord/Ovest della Motorizzazione, inoltre, con una recente circolare ha ribadito la sospensione dei corsi regionali, chiarendo che le imprese di revisione per continuare ad operare in caso di assenza o impedimento del responsabile tecnico, devono necessariamente disporre di un secondo ispettore avente le stesse caratteristiche.

“In questo scenario – sottolinea Maria Cristina Mosconi, Presidente dell’Unione servizi alla comunità di CNA Piacenza – i controlli periodici sui veicoli rischiano di essere completamente bloccati, soprattutto in quei numerosi centri di revisione che hanno un solo Ispettore, i quali saranno costretti a chiudere l’attività in caso di un qualsiasi impedimento dettato da malattia o ferie del dipendente.

Di fatto, quindi, tali disposizioni minacciano di paralizzare l’attività dei tantissimi centri di revisione auto, compresi quelli presenti sul nostro territorio provinciale, comportando di conseguenza un pericolo per la sicurezza stradale dei veicoli. Proprio per questo CNA si è rivolta direttamente al Ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, affinché questo problema di carattere normativo, causato dalla mancanza dei Decreti attuativi, trovi presto una soluzione definitiva che garantisca il regolare funzionamento di tutti i centri di revisione auto”. (nota stampa di Cna Piacenza)

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