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Chiude la Salita al Pordenone, ma è un “arrivederci” fotogallery

«La Banca di Piacenza ha donato ai Frati Francescani l’intero materiale della ristrutturazione della Salita che sarà sempre utilizzabile per le visite. In accordo con i frati la apriremo in occasioni di straordinaria importanza: succederà già ad ottobre, in concomitanza con il Geofluid che porterà a Piacenza circa 20mila visitatori. Stessa cosa la Banca ha fatto per i lavori realizzati nelle chiese di Cortemaggiore e nella Cattedrale di Cremona».

L’annuncio è stato fatto dal presidente del Comitato esecutivo dell’Istituto di credito di via Mazzini Corrado Sforza Fogliani, nel corso della manifestazione di chiusura della Salita al Pordenone (salve le aperture serali dei due prossimi venerdì di luglio, con ingresso gratuito) che si è svolta nel chiostro del Convento di Santa Maria di Campagna, stracolmo nonostante la concomitanza con la finale dei Mondiali di calcio e nonostante la giornata particolarmente afosa.

Il presidente Sforza, aprendo l’incontro, ha ringraziato il questore Pietro Ostuni, il viceprefetto Leonardo Bianco e tutte le altre autorità civili e militari presenti. Ad ogni intervento è seguito l’accompagnamento musicale di Francesco Zuvadelli (tastiera), Zabulon Salvi (baritono) e Francesca Tommaseo (soprano).

Il presidente del Consiglio di amministrazione della Banca Giuseppe Nenna ha ripercorso i quattro mesi e mezzo della mostra del Pordenone, affiancata da quelle sul Genovesino e sul Ghittoni a Palazzo Galli e da 108 eventi collaterali.

«La Salita è stata un grandissimo successo – ha osservato – ed ha avuto l’apprezzamento dei visitatori (sia piacentini che forestieri e dall’estero) e della stampa nazionale. Ho visto in questo periodo una città più viva, che ha avuto un ritorno economico da questa iniziativa, evento culturale del 2018 per Piacenza.

Una prova di quanto la Banca sia efficiente e sappia fare anche cultura, vicina alla propria città con passione e forza di volontà». Nenna – dopo aver sottolineato come la manifestazione sia stata fatta, tranne il servizio biglietteria, tutta in casa – ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione: i volontari, il personale della Banca e tutti i collaboratori.

La chiusura dalla Salita al Pordenone

E’ stato ricordato che Santa Maria di Campagna è di proprietà del Comune di Piacenza. A rappresentarlo era presente l’assessore Filiberto Putzu, che ha portato il saluto di sindaco, Giunta e Consiglio comunale. «E’ la prima volta – ha rimarcato Putzu – che un evento di questa portata viene fatto senza alcuna spesa per l’Amministrazione. Un modello per quel rinascimento civico che è un punto fermo del nostro programma e che vuol dire “amare la città”: quale esempio migliore di quello che stiamo festeggiando grazie a una banca vicinissima al territorio?».

Il Superiore del Convento padre Secondo Ballati (presentato da Sforza come «un angelo che ci ha sempre supportato e sopportato») ringraziando la Banca ha definito la Salita «un’occasione unica per Santa Maria di Campagna. Mai visto tanti visitatori, sia devoti e credenti, ma anche non credenti. Quando si entra in una chiesa per ammirarne l’arte, non si esce mai uguali a prima. Una chiesa trasmette sempre qualcosa. L’arte, nel ‘500, non era fine a se stessa ma comunicava emozioni e il concetto di fede».

Il condirettore generale della Banca Pietro Coppelli ha poi annunciato i vincitori del Concorso selfie. Sono stati oltre 150 gli scatti pervenuti dai visitatori della Salita, scatti che verranno esposti, da domani l’altro, mercoledì 18 luglio, nella sede centrale della Banca di Piacenza, in via Mazzini. Il terzo classificato (Daniele Cazzola, di Ferrara) si è aggiudicato una macchina fotografica digitale; al secondo (Maria Daniela Sidoli, di Piacenza) è andata una action camera GoPro, mentre la prima classificata (Camilla Righi, di San Nicolò) è stata premiata con uno smartphone di ultima generazione.

Il presidente Sforza ha chiuso l’evento sottolineando il respiro internazionale dello stesso («il primo visitatore è stato uno svedese e in questi giorni una delegazione cinese presente a Piacenza per stringere accordi commerciali ha potuto ammirare gli affreschi del Pordenone») e il suo significato («la valorizzazione della Basilica di Campagna fa parte di un più ampio progetto che vuole portare alla luce l’importanza che la nostra città ha sempre avuto come crocevia di pellegrini, mercanti, banchieri ed anche artisti.

Siamo partiti da Santa Maria di Campagna perché è una chiesa che è nel cuore di tutti i piacentini, piacentini che hanno molto apprezzato questa iniziativa e lo abbiamo fatto non spendendo un solo euro pubblico o della comunità. Non esistono soldi pubblici – ha concluso Corrado Sforza Fogliani provocando un applauso generale e spontaneo -, esistono solo soldi dei contribuenti»).

(nota stampa)

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