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“Dalla relazione della Corte dei Conti molte ombre sul bilancio della Regione”

“Un sacco di ombre e ben poche luci. Quando si vanno a leggere i documenti salta agli occhi, con un’evidenza disarmante, quanto questa Regione ponga le sue basi, oggi, su una sapiente propaganda e sul ricordo di un antico splendore che è, appunto, ormai solo un luogo comune ripetuto allo sfinimento dagli amministratori in carica”.

Non fa sconti alla Giunta Bonaccini il presidente del gruppo regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Tagliaferri, che in Aula cita diversi passaggi della Relazione elaborata dalla Sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti sul rendiconto regionale 2017, quel documento – spiega Tagliaferri – “che più di ogni altro fa capire i deficit dell’amministrazione regionale”.

“Punti dolenti – spiega il consigliere piacentino – che partono dai tempi biblici che la Regione adotta per fornire i dati richiesti dalla Corte dei Conti. Sono ritardi nel fornire risposte su temi di ‘rilevante interesse’, che sono ampiamente stigmatizzati dall’organo di controllo e non è dato di sapere da cosa determinati. Inefficienze strutturali o difficoltà nel rabberciare situazioni impresentabili? La Giunta non lo dice. Ovviamente. Ma capiamo ugualmente di cosa si tratti puntando l’attenzione su alcuni di questi temi, come gli incarichi legali affidati dalla stessa Regione o dalle sue articolazioni, leggi le Agenzie, come Intercent-ER o Agrea”.

“Incarichi – aggiunge – da cui emergono anche “diverse irregolarità” come afferma la Corte dei Conti. Nel 2017 la Giunta ha conferito, tra l’altro, 106 incarichi di patrocinio legale ad avvocati esterni, mentre nello stesso anno la spesa complessiva per patrocini legali e domiciliazioni affidati ad avvocati esterni si è aggirata sui 2 milioni e 560 mila euro circa.  Senza tacere sul fatto che la scelta cade ‘sempre’ sugli stessi studi legali”.

“La Corte dei Conti punta poi il dito sugli incarichi affidati all’esterno, 41 nel 2017. La Relazione rileva criticità nelle giustificazioni addotte per legittimare queste consulenze e cioè che sarebbe impossibile ricorrere a risorse interne. Cosa incredibile a fronte di un organico di migliaia di persone, tra cui si trovano professionalità eccellenti. Sulla stessa onda la censura dell’organo di controllo sull’esclusione dalla dotazione organica dei direttori regionali. Più volte la Corte ha invitato la Regione a cambiare la normativa adeguandosi al quadro giuridico vigente. Ma la Giunta fa orecchie da mercante cercando di ritardare sine die l’applicazione della legge”.

Tagliaferri ha poi toccato altri “punti dolenti”, tra cui la carente attività di vigilanza sulle partecipate, vedi per esempio le pesanti situazioni createsi in due società partecipate, Terme di Salsomaggiore e Tabiano S.p.a. e Castrocaro Terme S.p.a., e la scarsa chiarezza sulle discordanze tra la Regione e gli organismi partecipati, come per esempio i 5 milioni di euro circa su cui si aggirerebbero le discordanze in relazione a tre società come Fer, Tper e Aipo”.

“E anche nel settore sanitario, dove si concentra l’80% del bilancio regionale, – commenta Tagliaferri – le cose non vanno meglio: tra le altre criticità rilevate nel 2017, la  sottostima, in fase preventiva, sia del valore che dei costi di produzione di quasi 55 milioni e l’aumento della spesa farmaceutica, con particolare riguardo a quella ospedaliera. E poi il progressivo aumento nel triennio 2015-2017 di consulenze e collaborazioni per prestazioni di lavoro sanitarie e sociosanitarie”.

Da ultimo, alcuni “orrori del bilancio regionale” come li ha chiamati il consigliere: “Sono quei dati, fra i tanti che ho citato, che la comunità regionale non conosce o non ricorda. Sale infatti a più di 8 milioni di euro il valore dell’accantonamento per far fronte alla famosa lettera di patronage emessa dalla Regione a garanzia della società Terme di Salsomaggiore e di Tabiano Spa, oggi in liquidazione. E ammonta a 14,55 milioni di l’esborso per il 2017 dei contribuenti emiliano-romagnoli per far fronte agli impegni derivanti dall’esercizio creativo di ingegneria finanziaria in derivati stipulato da una classe di amministratori di sinistra che, di punto in bianco, si è scoperta capitalista”.

“Insomma – conclude -, se si scava e neppure tanto a fondo emergono chiaramente tutti i limiti di una classe dirigente del PD inadeguata da ogni punto di vista, amministrativo, istituzionale e politico,ad amministrare i cambiamenti in atto nella società regionale”.

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