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Sparatoria di Alseno, finisce la latitanza di Bafti Alket: catturato in Germania

Era ricercato dalla sera di Pasqua del 2017, con l’accusa di aver sparato ad un 18enne marocchino all’esterno di un bar di Alseno (Piacenza). Da allora aveva fatto perdere le sue tracce: a distanza di oltre un anno è stato arrestato Bafti (alias Senaj) Alket, albanese di 26 anni.

Bafti

Gli inquirenti lo hanno raggiunto nella cittadina tedesca di Lingen, nella Bassa Sassonia: proprio in Germania il giovane è rimasto coinvolto in una indagine della polizia tedesca per una serie di furti (per i quali ha ricevuto una condanna – non ancora definitiva – a due anni e cinque mesi), che si è incrociata con quella dei carabinieri di Piacenza e della polizia albanese.

Tramite le impronte digitali è stato infatti possibile scoprire che il 25enne, in possesso di diversi alias, era la stessa persona ricercata in Italia.

Secondo quanto ricostruito, la sera del 16 aprile del 2017 Bafti, armato di una pistola, sparò ferendo ad una gamba il giovane marocchino, sembra per una lite. Subito dopo fece perdere le sue tracce, fuggendo a bordo di una Golf insieme alla fidanzata; dopo alcuni giorni la ragazza si era presentata spontaneamente alla questura di Alassio dicendo di aver abbandonato il giovane.

Da Alseno il giovane albanese si era spostato a Piacenza e poi a Carpaneto: nelle settimane seguenti i carabinieri avevano infatti rintracciato nel parcheggio di un condominio della zona di via Cella a Piacenza la sua vettura: i successivi accertamenti su alcuni residenti avevano portato all’arresto di due albanesi, padre e figlio, accusati di aver aiutato Bafti nella fuga, recuperando anche la pistola calibro 9, risultata rubata, che si ritiene essere quella usata dal 25enne.

Da Piacenza presumibilmente Bafti era poi riuscito a spostarsi in Albania, dove di lui si sono perse le tracce; gli inquirenti pensano si trovasse in Germania almeno da settembre – ottobre dello scorso anno.

“Si attende ora che la sentenza nei suoi confronti diventi definitiva – spiega il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Corrado Scattaretico – in seguito la Germania si è detta disponibile a estradarlo in Italia e fargli quindi seguire l’iter processuale che lo attende”.

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