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Inaugurata la “nuova” diga di Mignano: “Opera fondamentale per lo sviluppo del territorio” foto

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Ritorno al futuro per la diga di Mignano. La conclusione dei lavori di collaudo dell’infrastruttura, eseguiti dal Consorzio di Bonifica, si è trasformata in una vera e propria festa per tutto il territorio di Piacenza.

Il “coronamento” della diga, ossia il parapetto che corre lungo lo sbarramento, si è trasformato per l’occasione in un vero e proprio spazio espositivo con mostre dedicate all’attività del Consorzio e alla storia dell’infrastruttura.

“Il collaudo della diga di Mignano, che oggi festeggiamo, – ha sottolineato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nel suo intervento al convegno – segna il raggiungimento della massima efficienza di un’opera di fondamentale importanza per l’intero territorio della Val d’Arda in chiave di maggiore disponibilità di acqua per usi idropotabili e per lo sviluppo dell’agricoltura e dell’economia dell’intera valle”.

Quella di Mignano è la prima delle 15 “grandi dighe” dell’Emilia-Romagna ad aver ottenuto il via libera al piano di emergenza dopo l’entrata in vigore delle nuove norme nazionali.

All’incontro e alla successiva cerimonia erano presenti anche il presidente del locale Consorzio di bonifica, che ha eseguito i lavori di ristrutturazione e adeguamento dell’opera, Fausto Zermani, il prefetto di Piacenza, Maurizio Falco, il sindaco di Vernasca, Giuseppe Sidoli, il dirigente del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Vincenzo Chieppa e il consigliere del Comitato italiano per le grandi dighe, Ezio Baldovin.

VIDEO – IL TAGLIO DEL NASTRO

GLI INTERVENTI – “Questa opera – ha evidenziato il sindaco Sidoli – è molto importante per la Valdarda, non solo perché la domina, ma perché è stata realizzata dagli operai di questa terra. Della sua utilità ci siamo resi conto tutti lo scorso anno, con la siccità che ha creato tanti problemi. Questo ci ha insegnato a non contrapporre le esigenze del cittadini e quelle della campagna, le istituzioni devono collaborare e dialogare tra loro”.

“La fase di collaudo ha creato qualche preoccupazione nei sindaci, ma grazie al coordinamento della Prefettura, svolto in maniera efficace dal prefetto Maurizio Falco, è andato tutto bene’.

Il prefetto Maurizio Falco ha sottolineato “l’importanza di riuscire a fare sistema tra istituzioni, nell’interesse del territorio e della sua sicurezza”. Vincenzo Chieppa, dirigente del ministero delle instratture, ha sottolineato a sua volta questo tema: la positiva sinergia tra enti, in questo caso Regione e Consorzi, sopratutto quelli attivi come il consorzio di bonifica di Piacenza. “L’Italia e penalizzata dalla governance parcellizzata della risorsa idrica, per questo l’opera del Consorzio è importante perché la rende fruibile senza grosse opere” – ha detto.

“L’ultima diga costruita in Italia è quella in corso di realizzazione in Sardegna – dice Ezio Baldovin, consigliere del comitato italiano della Grandi Dighe – progettata negli anni ’80. Patiamo in Italia come in Europa di una stasi, in questo settore, dopo aver formato gli ingegneri che ora costruiscono in tutto il mondo”.

Marco Trevisan, presidente della facoltà di scienze agrarie della Cattolica di Piacenza, sottolinea come questo invaso dimostri l’importanza di stoccare l’acqua, a maggior ragione alla luce di ultimi eventi atmosferici che hanno colpito anche il territorio di Piacenza. “Il ripristino della diga è importante alla fine degli usi idropotabili e anche irrigui, e non devono essere visti in concorrenza – dice – come ha sottolineato il sindaco Sidoli”.

L’architetto Marco Mareggi, docente del politecnico di Piacenza, si sofferma invece sulle “nuove sfide che si trovano ad affrontare i progettisti, ossia lavorare sull’esistente. Cosa che se da un lato può sembrare meno entusiasmante in realtà consente, come è accaduto qui a Mignano, di dare nuova vita a luoghi già vissuti”.

Gianluca Rainieri della riserva del parco dello Stirone rievoca invece il ritrovamento, nel 1934, di uno scheletro di balena in zona: “Il nostro è un territorio che ha peculiarità da valorizzare, come questo impianto che ci ha fatto scoprire come il vero dramma possa essere non una diga che si innalza, ma una diga che si abbassa, come è accaduto per la siccità lo scorso anno”.

La positiva conclusione della procedura di collaudo della diga, che ha avuto l’ok da parte di tutti gli enti competenti, Regione compresa, giunge dopo 17 anni di lavori di adeguamento e ristrutturazione che hanno consentito il recupero della piena funzionalità dell’invaso, superando le limitazioni che, per motivi di sicurezza, ne avevano ridotto fino a 10 metri la soglia di sfioro.

Dopo l’intervento la capacità della diga è passata da 10,25 a 11,8 milioni di metri cubi; 1,5 milioni in più di acqua ad uso irriguo e idropotabile, per soddisfare le esigenze di una popolazione di circa 35.000 abitanti. I lavori di adeguamento si sono svolti in due fasi, a partire dal 1996 e si sono conclusi nel 2013.

INTERVISTA A FAUSTO ZERMANI

“TRAVERSA DI MIRAFIORI PRIORITA'” – Gli obiettivi del nuovo piano regionale di tutela delle acque – Adesso si volta pagina e si guarda al futuro. “Stiamo lavorando – ha rimarcato Bonaccini – per elaborare una strategia capace di prevenire i conflitti tra i diversi usi della risorsa idrica. Con il nuovo Piano di tutela delle acque definiremo gli obiettivi e le azioni da mettere in campo, frutto del confronto con tutti i portatori di interesse che stiamo avviando sul territorio. Fin d’ora, però, sono chiari i pilastri su cui si fonderà il Piano: il riuso dell’acqua, il risparmio idrico e l’efficienza della rete, lo stoccaggio”.

Con la Legge di bilancio 2018, ha ricordato il presidente, il precedente Governo aveva previsto un fondo di 250 milioni, 50 milioni all’anno fino al 2022, per un Piano straordinario di interventi urgenti riguardanti gli invasi multi-obiettivo e il risparmio di acqua negli usi agricoli e civili. Gli interventi saranno realizzati dai concessionari delle derivazioni o dai gestori delle opere attraverso apposite convenzioni con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

“Al primo posto del nostro Piano, come intervento prioritario e irrinunciabile – ha concluso Bonaccini – è inserita la Traversa di Mirafiori, un’opera di stoccaggio dell’acqua richiesta dal mondo agricolo. Si tratta di un intervento da 8,75 milioni di euro strategico per il settore agro-alimentare provinciale piacentino, al servizio di un territorio di circa 12 mila ettari. L’auspicio è che il Governo in carica confermi tutti gli impegni presi con la Regione Emilia- Romagna, impegni frutto di un costante confronto con il territorio teso a definire in modo concordato le priorità e la programmazione degli interventi”.

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