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Interclub Rotary Fiorenzuola e Rotary Piacenza Valli Nure e Trebbia: il Po strumento per migliorare la Pianura Padana foto

Gruppo Piacentino

(distretto 2050)

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INTERCLUB TRA IL ROTARY FIORENZUOLA E IL ROTARY PIACENZA VALLI NURE E TREBBIA:IL FIUME PO STRUMENTO FONDAMENTALE PER MIGLIORARE L’AMBIENTE DELLA PIANURA PADANA 

il Rotary Fiorenzuola di concerto con il Rotary Valli Nure e Trebbia, ha organizzato un Interclub presso la suggestiva location dell’agriturismo “La finestra sul Po” a San Nazzaro di Monticelli d’Ongina (Piacenza).

La pianura Padana è uno dei territori più produttivi d’Europa per industria e agricoltura; una terra suggestiva, ricca di storia, cultura, monumenti, ma purtroppo anche tra le più inquinate, con una qualità dell’aria decisamente negativa e preoccupanti impatti sulla salute delle persone.

In questo contesto il nostro fiume Po, il “gran padre Eridano”, potrebbe divenire uno strumento fondamentale per migliorare l’ecosistema, soprattutto attraverso una ritrovata navigabilità che unisca le regioni fino al mare Adriatico, una “via d’acqua” in grado di sostituire decisamente il trasporto su ruota e ferrovia; insieme di chiatte che potrebbero ogni volta trasportare l’equivalente di 70 camion e di 16 vagoni ferroviari, come del resto avviene in molti paesi europei, dalla Francia alla Germania, ai paesi del Nord Europa.

Per trattare di questo importantissimo argomento, anche alla luce della costruzione e dell’apertura della Conca di Isola Serafini, il Rotary Fiorenzuola (con il presidente Marcello Redaelli che ha da poco sostituito l’attuale Past President Rinaldo Onesti), di concerto con il Rotary Valli Nure e Trebbia (con il presidente Riccardo Cioce), ha organizzato un Interclub presso la suggestiva location dell’agriturismo “La finestra sul Po” a San Nazzaro di Monticelli d’Ongina, con la presenza dell’ingegnere Clara Caroli, Responsabile dell’Unità Progetti Europei di Aipo.

Dopo il saluto di Redaelli e Cioce, dell’assistente del Governatore del Distretto 2050 per il Gruppo piacentino Antonio Stefano Campagnoli e dopo un breve intervento del socio Stefano Pavesi, che ha illustrato il progetto di formazione per i soci denominato “Gocce di Rotary”, ha preso la parola l’ingegnere Caroli, ricordando come troppo spesso si diano per scontate le bellezze del nostro territorio che attrae invece moltissimi visitatori.

La Pianura padana, ha detto, rappresenta un bacino dove vivono 16 milioni di persone, esprime il 46% dei posti di lavoro del nostro paese, il 35% della produzione agricola ed il 40% del Pil”; ma siamo anche il paese, è stato sottolineato, che rischia infrazioni comunitarie per lo sforamento di polveri sottili e che fa viaggiare su gomma oltre il 90% dei tonnellaggi (e appena il 6% su rotaia): l’obiettivo di utilizzare il Po come idrovia è tutt’altro che scontato e potrebbe diventare un’alternativa sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico.

Si inserisce in questa cornice la notizia che i lavori a Piacenza nella nuova conca di Isola Serafini sono stati completati, ed entro fine anno il fiume sarà navigabile dal capoluogo emiliano fino a Chioggia; il Po, secondo i progetti europei del miglioramento del sistema idroviario del Nord Italia, con i suoi canali può diventare tra i dieci corridoi chiave della rete transeuropea dei trasporti 2014-2020.

“I lavori in corso – ha ricordato Caroli -, oltre ad Isola Serafini, riguardano l’eliminazione di altri colli di bottiglia sull’idrovia padana: a Porto Levante nel Rodigino e lungo Canale Boicelli nel Ferrarese”; la relatrice ha ricordato il progetto del Global Project Il per il sistema navigabile del fiume Po e dei canali ad esso collegati, che rientra tra le Reti strategiche europee (Reti Core) nell’ambito del Corridoio Mediterraneo: tale sistema connette i porti interni di Cremona e Mantova a Ferrara, Porto Garibaldi e Venezia, Porto Nogaro e Monfalcone.

L’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO), ente strumentale delle quattro Regioni del Po (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte), è impegnata a realizzare studi, progetti ed interventi per lo sviluppo ed il completamento della rete navigabile interna nel nord Italia, nel contesto del Global Project da tempo avviato sul sistema idroviario padano veneto.

Ancora oggi, però, mancano le infrastrutture portuali ed ancora di più un’industria logistica che creda nell’investimento necessario per collegare operativamente Milano e il delta del Po via acqua: solo Cremona, Mantova, Boretto (Reggio Emilia) e Ferrara hanno banchine portuali ed oggi appena 300mila tonnellate di merci viaggiano sul fiume, quando erano un milione di tonnellate fino alla fine degli anni Novanta; eppure, ha fatto notare Caroli, in una sola giornata merci ingombranti e non deperibili come sfarinati, inerti, fertilizzanti, potrebbero viaggiare “slow” (24 ore) e “low impact” dal porto di Chioggia alla Lombardia.

Dando uno sguardo al futuro, agli obiettivi per il 2030, ha dichiarato che “il fiume deve diventare motore dell’economia e per la qualità dell’ambiente, rendere il territorio fiorente e più coeso; si sta lavorando anche per migliorare sempre più la qualità dell’acqua e per il ritorno ad un eco-sistema con specie autoctone, occorrono però investimenti e controlli ed una gestione dei territori con attento monitoraggio e maggiori controlli.

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