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La melodia della canzone napoletana di Servillo e Rea conquista il Valtidone Festival foto

“Che bella questa musica, ti fa pensare ai vecchi fidanzati…”. Chissà se il marito della signora che ha pronunciato questa frase con aria sognante, all’uscita dell’ultimo riuscitissimo appuntamento del Valtidone Festival, avrà abbozzato o sarà stato a sua volta sotto l’incantesimo del concerto di Peppe Servillo e Danilo Rea, tra i protagonisti della rassegna promossa dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano.

La canzone napoletana, questo il fil rouge dell’esibizione, rappresenta la tessitura melodica della musica italiana, un caleidoscopio di sentimenti, dall’amore all’ironia, allo struggimento per passioni vissute e ora finite.

Peppe Servillo, con la sua voce duttile e il talento istrionico, le fa rivivere, trascinando nei cori di Dove sta Zazà, la preferita di Federico Fellini, il pubblico piacentino, che non si sottrae al fascino del grande classico Te vojo bene assaje e alla malinconia del Munasterio ‘e Santa Chiara.

Una cosa che non dovrebbe stupire visto il nostro attaccamento al dialetto, e come ricorda Servillo “Il nostro Paese è ricco di tante lingue e chi ama la propria ama quella degli altri”.

Ad esaltare la fraseggiatura delle canzoni, il talento jazz di Danilo Rea che ha raccolto ogni piccola suggestione sonora offerta dal giardino di Villa Marchesi, che ha ospitato il concerto, fosse il rintocco della campana della chiesa di San Michele o il richiamo del cuculo tra le fronde, fondendola nella melodia.

Gran chiusura off topic con Adriano Celentano e l’amour fou di “Storia d’amore”, il perfetto coronamento di un concerto ad alta tensione emotiva.

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