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La storia di Pablo, pittore itinerante: “Ogni giorno è una scoperta” foto

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Al quartiere Besurica di Piacenza lo conoscono tutti. Paolo Lombardo, detto Pablo, classe 1981, è un pittore itinerante nato a Milano ma piacentino d’adozione. Al mattino, di buon ora, è solito sedersi al bar e sorseggiare un cappuccino accompagnato da una brioche al cioccolato.

Il pittore Pablo

Lo abbiamo intercettato mentre era intento a ritrarre un signore di mezz’età che si stava fumando una sigaretta dopo il caffè. Paolo è seduto di fronte al suo soggetto, occupando buona parte di un tavolino che adibisce, in quel frangente, a suo cavalletto di pittura sul quale, ordinatamente, ha disposto dapprima grandi fogli bianchi, poi le chine, gli acquarelli e i gessetti. Attendiamo che abbia congedato il suo committente e ci facciamo avanti.

Lo mettiamo alla prova chiedendogli di abbozzarci il Duomo di Piacenza e lui, compiaciuto, non si sottrae alla nostra richiesta. Il grande foglio bianco è intonso, l’artista impugnando la china inizia a tratteggiare delle linee incomprensibili. Ci si domanda se Pablo stia effettivamente realizzando ciò che ci si aspetta. Seguono altri tratti, senza che l’occhio dell’osservatore riesca a cogliere cosa emergerà.

Improvvisamente, un ulteriore segno della china svela l’opera: la Cattedrale si svela, con il suo inconfondibile campanile e il grosso rosone centrale. Pablo, sorridendo, ci mostra il risultato finale: riconoscibile e appassionato, traspare la sua interpretazione.

Posa le chine e riprende in mano la tazza con quel che rimane del cappuccino ormai freddo e si racconta. Ha vissuto Milano fino a 18 anni, ha quindi interrotto il suo percorso scolastico trasferendosi a Cittanova (in Calabria) ospite a casa dello zio materno, pittore e architetto, che qui aveva un atelier. È rimasto in Calabria per un anno, terra dove s’innamora dell’arte e della pittura. Fa ritorno a Milano per riprendere gli studi laddove li aveva interrotti, portando a casa la maturità classica.

Decide quindi di trasferirsi ad Ancona, seguendo le orme del padre a capo di un’azienda che gestiva una rete di agenzie immobiliari delle Marche. Accantona per quattro (lunghi) anni la sua vena artistica ma poi, compreso come non fosse quella la sua strada, lascia il lavoro con l’appoggio di suo papà che lo sostiene nella scelta di inseguire il sogno di diventare un artista affermato ed apprezzato. Tuttavia arriva un momento di profondo sconforto interiore.

“La parentesi lavorativa mi è servita per gestire la clientela del mercato dei miei quadri – ci spiega Pablo – Opere che oggi realizzo su tela, su carta, cartone telato e anche su vetro. Tuttavia, anche se avevo lasciato Ancona per seguire ciò che più mi piace fare, all’inizio non mi sentivo apprezzato come desideravo”.

Una profonda crisi emotiva lo costringe al ricovero ospedaliero, a Roma. “Ero a pezzi. Solo dipingendo mi sentivo meglio – prosegue Pablo – passai mesi tra le corsie del nosocomio, finché un giorno un medico che mi aveva in carico, osservando alcuni dei miei disegni, si complimentò con me chiedendomi di poter acquistare due bozzetti che avevo realizzato. Questa cosa mi ha dato un’esplosione interiore di fiducia. Sono tornato a credere in me stesso”.

“Da lì ho iniziato a girare per varie città italiane, da nord a sud, proponendo la mia arte alla gente che incontravo. Ad oggi sono oltre 1800 i ritratti e i quadri di paesaggi, le nature morte e le scene di vita quotidiana (senza contare i nudi di donna) che ho realizzato”.

“In questo periodo sono prevalentemente a Piacenza, bazzico alla Besurica e qui incontro gente che mi ferma, chiede di me e della mia arte – ha aggiunto l’artista – Sto vivendo un periodo di relax, ogni giorno per me è una scoperta. Sono felice anche per un’opportunità che mi si è presentata: a partire dal prossimo anno collaborerò con la galleria d’arte Biffi di via Chiapponi. Qui saranno esposte mie opere e i piacentini potranno così vedere e conoscere il mio senso artistico”.

Pablo è molto attivo anche sui social network. Su Facebook è presente con la pagina “Pablo è vivo”, un contenitore virtuale ricco di fotografie delle sue opere. Inoltre riceve quotidianamente messaggi di apprezzamento e incoraggiamento dai suoi followers.

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