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La virtù di uno spettacolo eccessivo, scoprire il “teatro antico” del wrestling fotogallery

La virtù di uno spettacolo eccessivo, scoprire a Piacenza il “teatro antico” del wrestling. L’occasione è il Trofeo cuore ribelle dei “Total combat wrestling”, in scena nel cortile dell’oratorio San Filippo Neri di Castel San Giovanni sabato 30 giugno, di cui vi proponiamo un breve fotoracconto.

Un’esibizione di colori, salti, prese e grida dall’anima benefica; ingresso con offerta libera per raccogliere fondi da destinare alle sezioni piacentine di Aido e Admo.

Nelle sfide tra eroi e antagonisti, il verosimile lascia il posto ad un gioco esibito e partecipe, capace di coinvolgere il pubblico presente (circa 200 persone, tanti i bambini), lontano da una rappresentatività violenta, quanto vicino alla migliore tradizione della manifestazione popolare.

Trofeo cuore ribelle dei Total combat wrestling

Tra la musica e le incredibili mosse degli atleti “volano” incitazioni (e anche un paio di sandali) proteste per scoraggiare i “nemici” e invasioni del ring. Una partecipazione spontanea oggi talmente rara, da lasciare la sensazione di aver assistito a qualcosa di unico.

Trofeo cuore ribelle dei Total combat wrestling

Scriveva il saggista e semiologo francese Roland Barthes, che la virtù del catch (o wrestling) è di essere uno spettacolo eccessivo, con un’enfasi che doveva essere quella dei teatri antichi. “Nel catch non c’è problema di verità come non c’è a teatro […] è una pantomima immediata, infinitamente più efficace della pantomima teatrale, perché il gesto del lottatore non ha bisogno di nessun racconto, di nessuno scenario, di nessun rimando, per apparire vero“.

La serata si è conclusa, ovviamente, con la parata trionfale del vincitore.

Maggiori informazioni sui protagonisti della serata e sulle attività e i corsi dei Total combat wrestling sulla pagina Facebook della federazione.

Il brano di Roland Barthes è tratto da “Il mondo del catch” in “Miti d’oggi”, Einaudi, p.8.

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