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L’Anpi ricorda l’eccidio di Strà: “Delitto contro l’umanità”

L’Anpi Piacenza ricorda l’eccidio di Strà del 30 luglio del’44, quando nove persone, tra cui un bambino di 2 anni, vennero trucidate.

L’orribile strage, che resta nella memoria come l’episodio più grave, insieme a quello di Rio Farnese della violenza nazifascista in provincia di Piacenza, sarà rievocata domenica 29 luglio in una iniziativa promossa dalla Sezione Anpi del nuovo comune unificato di Alta Val Tidone.

Alle ore 9, nel Santuario di Strà dedicato alla memoria di tutte le vittime civili piacentine della guerra 1940-’45, sarà celebrata la S.Messa, a suffragio delle vittime, da Mons. Angelo Bazzari, presidente onorario della nota “Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano”, creata all’indomani della Seconda guerra mondiale per l’assistenza ai bambini mutilati od orfani in conseguenza di quella guerra.

Successivamente, nell’auditorium del santuario, è previsto l’intervento di Romano Repetti della presidenza provinciale dell’Anpi e Roberta Mira dell’Università di Bologna, coautrice dell’”Atlante delle stragi nazifasciste in Italia”: “Esporranno – anticipa l’Anpi – alcuni elementi nuovi sulla strage di Strà emersi di recente e la inquadreranno nell’ambito delle barbarie inaudite compiute dal nazismo e connaturate alla sua ideologia razzista, barbarie a cui si associò e fu corresponsabile in Italia il regime fascista”.

“La conferenza – sottolinea l’Associazione in un suo comunicato – intende anche ristabilire la verità dei fatti e delle responsabilità rispetto a tesi giustificazioniste dell’inumano comportamento a Strà dei militari hitleriani e mussoliniani, tesi sostenute e diffuse recentemente da esponenti piacentini che, tuttora sedotti dai miti idelogici nazi-fasciste, si rifiutano di riconoscere gli orrori di quei regimi, culminati nella più grande tragedia della storia dell’umanità, la Seconda guerra mondiale con i suoi cinquanta milioni di morti, fra ebrei sterminati, militari caduti e vittime civili”.

La manifestazione a Strà si concluderà con un silenzioso omaggio alla memoria della nove vittime presso il piccolo ma significativo monumento eretto nel luogo della strage alcuni anni dopo la fine della guerra e recentemente restaurato.

L’ECCIDIO “A Strà, centro abitato posto lungo la strada statale della Val Tidone un pò a valle di Pianello – rievoca l’Anpi -, il 30 luglio 1944 esponenti dell’esercito hitleriano e di corpi fascisti italiani, dopo aver attaccato i partigiani piacentini insediati nella Rocca d’Olgisio ed esserne stati respinti subendo la perdita di due uomini e alcun feriti, si scatenarono rabbiosi contro l’inerme popolazione civile della frazione massacrando nove innocenti: un ragazzo minorato di 16 anni, un anziano mutilato di 76 ed un secondo di 72, cinque donne rispettivamente di 21, 27, 40, 42 e 85 anni, e addirittura un bambino, Alessandro, di 2 anni”.

“Tutte le persone uccise stavano all’interno o nei pressi della piccola bottega di Strà dove i militari tedeschi erano stati appena serviti di pane, salame e vino dalla famiglia Ricciardi, anch’essa sterminata in quattro dei suoi componenti”.

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