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Occupazione giovanile, Tagliaferri (FI): “Dubbi sul programma, serve un cambio di passo”

“Passare alla seconda fase e con che faccia quando già la prima è stata un fallimento?” Commenta così Giancarlo Tagliaferri, presidente del Gruppo Fratelli d’Italia, la proposta della Giunta Bonaccini di attuare la ‘seconda fase del programma operativo nazionale occupazione giovani’.

“Serve un cambio di passo e anche una cultura politica completamente diversa. Certo il quadro in cui ci si muove non è brillante. Anni di crisi, l’immigrazione, politiche sbagliate a livello nazionale.

Tanto ci ha messo anche la Regione che non è stata capace di prevedere strategie innovative in ambito pubblico. Credo anche per una sorta di rassegnazione, di incapacità a reagire di fronte a fenomeni come la fuga di giovani all’estero per trovare occupazione e non sempre qualificata, come il drastico calo dell’occupazione indipendente o come il drammatico fenomeno dei giovani cosiddetti Neet (Not in education, employment or training), che tra il 2007 e il 2013 in Emilia-Romagna, nell’età compresa fra i 15 e 29 anni, sono aumentati del 98,1%, arrivando a 112mila unità. In quest’ultimo caso sarebbe da chiedersi se molto non abbia influito il modello di vita e le risorse morali e etiche trasmesse alle giovani generazioni.

Non credo di uscire dal seminato affrontando il tema dell’occupazione giovanile anche da un punto di vista morale e filosofico. Ci presentano dati statistici asettici che tutti sappiamo essere interpretabili a seconda dell’obiettivo che ci si pone. Quello che ci interessa, al contrario, è che società futura configuriamo per questi giovani e quali prospettive vogliamo dare perché le nuove generazioni siano preparate ad affrontare questa società con un bagaglio adeguato di conoscenze, capacità e formazione.

Se è vero, come è vero, che il nostro paese è ancora tra i più industrializzati e ricchi al mondo, la classe politica deve avere la capacità di garantire alle giovani generazioni le strade per realizzarsi, i mezzi per farlo e i modi con cui perseguire le proprie aspirazioni, senza sconti ma dando tuttavia priorità alle esigenze della propria popolazione. Un obiettivo che Il Pd sia al governo nazionale, che in Emilia-Romagna, sembra aver disatteso”.

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