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Nuovo ospedale, Regione “Ok a bando per trovare area, ma dovrà costare come Pertite e Lusignani”

Indietro non si torna: il nuovo ospedale di Piacenza si farà. La Regione Emilia-Romagna e il Comune di Piacenza confermano infatti la volontà di costruire il nosocomio e dopo la decisione del Consiglio comunale di Piacenza che non ha ritenuto idonee le aree militari già prese in considerazione, ne verrà cercata una nuova attraverso una procedura a evidenza pubblica.

E’ quanto emerso dal vertice svoltosi a Bologna, dove, nella sede della Regione, si sono incontrati il presidente della Giunta regionale, Stefano Bonaccini, l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, e la sindaca di Piacenza, Patrizia Barbieri, per definire appunto il percorso per la realizzazione del nuovo ospedale di Piacenza.

All’incontro erano presenti anche il direttore generale della Sanità regionale, Kyriakoula Petropulacos, il direttore generale del Comune di Piacenza, Roberto Gerardi, e il direttore generale dell’Azienda Usl di Piacenza, Luca Baldino.

“Ribadiamo che la Regione è pronta a fare la sua parte rispetto a quelli che saranno gli investimenti economici necessari- afferma l’assessore Venturi– e la volontà di collaborare con il Comune e le istituzioni locali per dotare il territorio di Piacenza di un nuovo ospedale, a beneficio dei cittadini e del sistema sanitario provinciale e regionale, che intendiamo continuare a potenziare e rafforzare”.

La Regione ha preso atto della volontà del Consiglio comunale di Piacenza, che lo scorso 25 giugno ha deciso di recedere dal protocollo d’intesa con il Ministero della Difesa, l’Agenzia del Demanio, la Regione stessa e l’Azienda Usl di Piacenza per la riqualificazione di alcune aree già ad uso militare: l’amministrazione comunale ha infatti ritenuto che le due aree “Caserma Lusignani” ed “Ex Pertite” non fossero idonee per ospitare la nuova struttura ospedaliera.

La Regione e il Comune di Piacenza hanno confermato la volontà reciproca di proseguire nel percorso di costruzione del nuovo ospedale e pertanto hanno ravvisato la necessità di individuare una nuova area: per fare questo, hanno deciso che in una lettera di intenti condivisa verranno specificati i compiti di ogni soggetto istituzionalmente coinvolto.

In particolare, l’Azienda Usl affiancherà il Comune di Piacenza per stabilire le caratteristiche tecniche dell’area necessaria in base alle quali, attraverso una procedura di evidenza pubblica, ne sarà cercata e scelta una nuova.

Questo nuovo percorso non dovrà in ogni caso comportare maggiori oneri di acquisizione per l’area da edificare rispetto all’impiego delle aree militari individuate in precedenza.

“INCONTRO POSITIVO E COSTRUTTIVO” – Il sindaco Patrizia Barbieri definisce così l’incontro con il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore regionale Sergio Venturi.

“Procediamo – dice il sindaco – con un iter condiviso, che si concretizzerà in un accordo di programma. I tempi saranno veloci: già dalla prossima settimana invieremo in Regione la nostra proposta, per poi procedere rapidamente con la procedura ad evidenza pubblica per l’individuazione dell’area“.

La Regione però ha già specificato che i costi non dovranno superare quelli preventivati per Pertite e Lusignani. “Mi sembra corretto. Si è sempre detto che si trattava di aree gratuite, ma non è così – sottolinea il sindaco -, in realtà sarebbe spettato alla Regione sostenere le spese per la realizzazione di una nuova pista di prova per autocarri, al momento presente all’interno della Pertite, oltre alla demolizione degli edifici attualmente presenti. Tutto questo avrebbe avuto un costo di qualche milione di euro”.

Sono state quindi superate le frizioni con Bologna, dopo la lettera inviata dall’assessore Venturi in occasione del consiglio comunale in cui si è detto di “sì” al nuovo ospedale? “La lettera era inopportuna alla luce di dati oggettivi – risponde Barbieri -, perché l’area della Pertite avrebbe comunque comportato degli oneri economici. Questo è stato riconosciuto, tanto è vero che adesso ragionevolmente si dice che l’area deve rispondere a dei criteri di costi”.

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