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“Padre Andrea Corna, un fiore bello di Borgonovo”. Presentato il libro su S. Maria di Campagna foto

La Salita al Pordenone è stata anche l’occasione per valorizzare la figura di padre Andrea Corna, frate francescano che agli inizi del secolo scorso scrisse un libro su Santa Maria di Campagna (basilica dove svolse la sua missione per tanti anni) recentemente ristampato dalla Banca di Piacenza.

Un volume (“Storia ed arte in S. Maria di Campagna”) già presentato nel chiostro del convento dei frati minori e ora posto all’attenzione dei borgonovesi, per farli partecipi della grandezza e dei meriti di un loro concittadino (a cui, ricordiamo, l’Istituto di credito ha intitolato l’assito lungo il “camminamento degli artisti”).

Padre Andrea Corna era infatti nato a Borgonovo nel 1867. «Pochi lo sapevano – ha spiegato il presidente del Comitato esecutivo della Banca Corrado Sforza Fogliani nel corso dell’incontro di presentazione del volume che si è tenuto nel cortile della Rocca, a Borgonovo -, così come non erano in tanti a conoscere il testo di padre Corna sulla basilica mariana, essendo molto più nota un’altra sua opera dedicata alle rocche e ai castelli del Piacentino».

Ora grazie alla Salita al Pordenone queste cose sono diventate di dominio pubblico, così – ha detto il Presidente – come il fatto che Tramello, il progettista della Basilica, fosse anche lui un borgonovese (forse di Mottaziana, come fa presente lo stesso Bruno Adorni, celebre studioso). «Ringrazio la Banca di Piacenza – ha affermato il sindaco Pietro Mazzocchi nel suo saluto introduttivo – che ci offre la possibilità di valorizzare la figura di un nostro concittadino».

«Padre Corna – ha sottolineato Sforza Fogliani – è stato un grande valorizzatore di Santa Maria di Campagna, a cui ha dedicato un testo scritto in modo agile e scorrevole, con tanti particolari sulla storia della chiesa che non si trovano altrove. Fu lui a scoprire che la basilica era stata progettata da Alessio Tramello, anch’egli vostro concittadino, e non dal Bramante».

Il presidente Sforza si è poi soffermato sul significato della Salita: «Siamo orgogliosi di chiudere una manifestazione che ha coinvolto decine di migliaia di persone; un evento organizzato senza nessun contributo pubblico o parapubblico. Ringrazio i soci, i clienti, il personale della Banca: senza di loro non saremmo riusciti in questa impresa».

«Padre Andrea Corna è un fiore bello di Borgonovo – ha esordito padre Secondo Ballati, Superiore del convento di Santa Maria di Campagna -, un centro dove un tempo era attivo il convento di San Bernardino che ha “forgiato” tanti frati, che qui stavano volentieri. Padre Corna fu un grande studioso che riordinò il nostro archivio. Aveva l’indole dello storico: non faceva mai un’affermazione che non avesse una prova documentale. Ringrazio Borgonovo, rimasta nel cuore di molti frati, per aver dato i natali ad un fratello così importante per Santa Maria di Campagna».

Leonardo Bragalini della Tip.Le.Co (che ha ristampato il volume del Corna) ha illustrato «il primo testo moderno – ha osservato – su Santa Maria di Campagna. Un’opera oramai introvabile nella sua versione originale, riscontrata in 30 biblioteche italiane e 28 straniere. Ora per merito della Banca di Piacenza tutti possono apprezzare il lavoro fatto dal Corna. Non ci siamo limitati a ristampare il libro, ma abbiamo realizzato la ristampa anastatica, riproponendo cioè lo stesso aspetto grafico ed estetico dell’opera originale».

L’architetto Carlo Ponzini ha, in chiusura, accennato a come si è arrivati alla sistemazione del “camminamento degli artisti” che porta alla cupola affrescata dal Pordenone in Santa Maria di Campagna: «E’ stata una sfida che ho affrontato con piacere, perché mi sono reso conto che la Salita al Pordenone non sarebbe stato un evento come tanti, ma un’eccellenza assoluta».

Il presidente Sforza ha annunciato che tutte le opere realizzate per la Salita al Pordenone sono state donate dalla Banca di Piacenza al convento dei francescani, «che siamo certi avranno cura di conservarli nella massima efficienza assieme al Comune di Piacenza, proprietario della basilica».

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