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Parco del Trebbia, il Comitato: “Resta il ritardo nella redazione del piano territoriale” foto

L’esigenza di dotare il parco in oggetto del Piano territoriale è sicuramente condivisibile anche in considerazione della sua istituzione risalente al 2009. Si fa presente che, in base alla Deliberazione di G.R. n. 564 del 10/04/2018 la Regione Emilia-Romagna ha condizionato il contributo da erogare dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale per il 2018 all’espletamento di diversi adempimenti, tra cui la presentazione di un report dettagliato volto ad illustrare le attività svolte dall’Ente al fine della redazione del documento preliminare del PTP del Trebbia. Entro la fine del corrente anno saranno pertanto avviati i lavori propedeutici alla redazione del Piano del parco.

E’ la risposta della Regione Emilia Romagna inviata via lettera al Comitato “No al bitume, sì al parco del Trebbia” che aveva scritto a Bologna per sollecitare la redazione del Piano Territoriale del Parco Fluviale del Trebbia.

Ma il Comitato si dice ancora preoccupato e con una nota precisa la sua posizione.

Ecco il testo.

A due mesi dal nostro accorato appello all’Assessore all’Ambiente della Regione Emilia Romagna Paola Gazzolo affinché si facesse diretta promotrice del reale avvio di un percorso partecipato volto alla redazione del Piano Territoriale del Parco Fluviale del Trebbia, abbiamo ricevuto la risposta riportata sopra.

Inutile ricordare il cronico ritardo, 9 anni, con cui ancora oggi si stenta a dotare di un Piano Territoriale il Parco Fluviale del Trebbia, elemento essenziale di pianificazione e indispensabile strumento di gestione territoriale, espressamente previsto nella stessa legge istitutiva e disciplinato ai sensi delle relative disposizioni previste nella Sezione III della Legge Regionale nr. 6 del 17 febbraio 2005 in tema di “Disciplina della formazione e della gestione del sistema Regionale delle Aree Naturali Protette e dei siti della Rete Natura 2000”.

Risulta del tutto evidente che la risposta dell’Assessore Regionale, se da un lato sembrerebbe andare incontro alla nostra richiesta di vedere finalmente avviato l’iter di redazione del Piano, nella sostanza acuisce le preoccupazioni che da tempo solleviamo.

Basta infatti andarsi a leggere con attenzione la Delibera della Giunta Regionale nr. 565 del 16/04/2018, avente ad oggetto:

“Contributo alle spese di funzionamento degli enti di gestione per i parchi e la biodiversità dell’Emilia Occidentale, Emilia Centrale, Emilia Orientale e Romagna. Approvazione criteri di riparto; assegnazione; concessione e definizione modalità di liquidazione l’annualità 2018”, per rendersi purtroppo conto che quanto si vuole far sotto intendere nella risposta non trova riscontro nella realtà dei fatti.

La condizione infatti posta all’erogazione del contributo regionale per il 2018 all’Ente Parco non contempla alcun obiettivo quantitativo e misurabile alla redazione del Piano bensì esclusivamente e semplicemente l’obbligo della emissione di un report che illustri quali azioni propedeutiche alla redazione del documento preliminare al Piano si siano eseguite e presumiamo pianificate per gli anni a venire.

Di questo passo la nostra provocazione-preoccupazione di poter festeggiare i 20 anni di ritardo nel dotare del suo Piano il Parco Fluviale del Trebbia diventa certezza.

Non che nutrissimo grandi speranze dopo anni di colpevole immobilismo ma ci saremmo aspettati, e tutt’ora auspichiamo inguaribili ottimisti, una presa di posizione e una leadership diversa da parte della Regione.

Come Comitato “No al Bitume – Si al Parco del Trebbia”, da tempo impegnato nella salvaguardia e promozione del Parco Fluviale del Trebbia, assieme agli amici di Legambiente continueremo e non ci stancheremo di denunciare e stigmatizzare l’inaccettabile ritardo nella redazione del Piano.

Altrettanto continuiamo, come Comitato, la nostra lotta al “Bitumificio” nel Parco del Trebbia a Gossolengo in attesa del ricorso amministrativo oggi pendente presso il Consiglio di Stato.

Lotta che come noto non si limita alla semplice opposizione alla presenza dell’impianto nell’area del Parco a Pontenuovo, ma si manifesta nell’opera di continua sorveglianza sul Parco con lo scopo di identificare e denunciare tutti gli scempi ambientali al quale nel tempo continua ad essere soggetta l’area e nell’opera di informazione e sensibilizzazione dei cittadini di Gossolengo e non solo circa i reali pericoli di cui questo delicato ecosistema è vittima invece delle tante opportunità che potrebbe avere e che non gli vengono concesse.

Da questo impegno di anni nasce l’idea di dotarsi di un nuovo logo, che meglio rappresenti lo spirito della lotta in corso che anima i componenti del Comitato.

Un “OCCHIOne” al Parco del Trebbia, richiamando con un gioco di parole l’uccello simbolo del Parco, che sorretto dal “Comitato” e quindi dai cittadini vigila a protezione del proprio “giardino”.

Nasce oggi quindi l’ISPETTORE OCCHIOne, sagace investigatore che, temerario, porterà in luce nefandezze e bellezze di ciò che accade nell’area.

In primis, l’ennesima assenza a tutt’oggi delle opere di rinaturalizzazione dell’area di impianto di inerti n. 12 sempre a Pontenuovo, nonostante la ditta Inerti Trebbia abbia ricevuto gli incentivi per delocalizzare l’impianto.

Storie purtroppo già viste troppo spesso nelle quali quando c’è da guadagnare con le escavazioni sono sempre presenti poi quando c’è da fornire la compensazione le ditte improvvisamente si trovano in perdita e lasciano l’area in eredità ai cittadini (Area Ex Dromo docet…).

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