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Presentato in Uganda il progetto di Africa Mission contro la malnutrizione foto

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È stato presentato a Moroto (Uganda), al Centro Giovani “don Vittorione” di Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo (AMCS), il nuovo progetto che il Movimento piacentino realizzerà in collaborazione con il Cuamm di Padova – Medici con l’Africa, grazie all’importante contribuito dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

All’evento erano presenti il direttore di Africa Mission, Carlo Ruspantini, e i capi progetto: Pier Giorgio Lappo (per AMCS) e Simone Cadonin (per Cuamm), oltre ai collaboratori ugandesi e numerosi rappresentanti delle autorità locali.

Al progetto partecipa anche l’Università Cattolica di Piacenza che ha inviato per una consulenza in loco i professori Giuseppe Bertoni, docente di zootecnia, Vincenzo Tabaglio, docente di agronomia e il ricercatore Andrea Minardi che si occupa di sicurezza agroalimentare. I professori presenti a Moroto per la prima missione di osservazione e studio sul campo, interverranno anche successivamente nel monitoraggio in itinere e nella valutazione del progetto.

I rappresentanti del governo locale, dei distretti di Moroto e Napak hanno partecipato attivamente al dibattito e  hanno sottolineato l’importanza di un’azione a favore dello sviluppo di tecniche agro-zootecniche e dell’educazione igienico sanitaria soprattutto rivolta alle donne e ai bambini per permettere lo sviluppo delle zone rurali e contrastare il problema della malnutrizione che grava ancora sul Karamoja, regione interessata nel passato recente da gravi emergenze alimentari. In particolare, é stata sottolineata la questione della sostenibilità della produzione alimentare.

Il progetto interesserà gruppi soprattutto di donne, delle comunità di Moroto e Napak che saranno coinvolti in training di formazione sulle tecniche agricole e sull’allevamento, sulla corretta trasformazione e conservazione dei prodotti e infine sull’aspetto igienico sanitario riguardante una dieta equilibrata soprattutto per i bambini. A loro volta potranno diventare divulgatori nelle loro comunità di pratiche virtuose ed efficaci.

«Si tratta di un progetto davvero importante – spiega Carlo Ruspantini, direttore del Movimento, presente in Uganda per la presentazione del progetto – prima di tutto per la popolazione stessa del Karamoja. Saranno coinvolte circa 7 mila persone in tre anni. L’obiettivo generale del progetto è quello di aumentare la sicurezza alimentare nei distretti ni Moroto e Napak, impegnandoci a coinvolgere in un importante percorso formativo 2.450 famiglie locali che realizzeranno 425 orti di villaggio».

L’importanza di interventi sulla formazione che coinvolge direttamente la popolazione locale rendendola protagonista consapevole e responsabile del proprio cambiamento e del proprio sviluppo è la mission delle due ong presenti da anni in Karamoja che sono sostenute dalla collaborazione anche di molti volontari in Italia.

È possibile contribuire al progetto e le donazioni ricevute andranno a coprire le spese per l’acquisto di attrezzi da lavoro, sementi e animali da cortile, nonché tutto quel materiale utile all’avvio del progetto.

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