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Rumori molesti, decibel fuorilegge per la metà delle attività controllate

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Rumori molesti, fuorilegge la metà delle attività controllate. Sono i dati di Arpae (anno 2017) che riguardano la provincia di Piacenza: su 22 controlli effettuati, in undici casi si è infatti riscontrato almeno uno sforamento dei limiti.

Trentacinque complessivamente le richieste di intervento effettuate lo scorso anno da parte di cittadini (con esposti o segnalazioni) giunte ad Arpae: di queste dieci hanno riguardato attività produttive (industriali, artigianali, agricole, ecc.), 17 attività di servizio e commerciali (come locali pubblici, circoli privati o negozi), 8 attività temporanee (ad esempio cantieri).

Una ulteriore segnalazione ha interessato infrastrutture di trasporto; pur essendo il traffico veicolare la principale e più diffusa sorgente sonora nel contesto urbano – fa notare Arpae -, esso non costituisce il motivo più ricorrente nelle segnalazioni di disturbo inoltrate dai cittadini alle Amministrazioni locali.

Tutti i dati, recentemente aggiornati, sono contenuti nel sito Dati ambientali Emilia-Romagna che propone una serie di informazioni sull’esposizione della popolazione al rumore e sulle strategie che amministrazioni, enti e soggetti gestori intendono mettere in atto per la riduzione dell’inquinamento acustico.

ESPOSIZIONE AL RUMORE – “Prove scientifiche – evidenzia Arpae – dimostrano che una prolungata esposizione a livelli elevati di inquinamento acustico può avere gravi ripercussioni nelle aree regolate dal sistema endocrino e dal cervello, causando patologie cardiovascolari, disturbi del sonno ed annoyance, ovvero una sensazione di disagio con effetti negativi sul benessere generale. Secondo l’OMS, in Europa l’inquinamento acustico è la seconda causa di patologie dovute a fattori ambientali, preceduta soltanto dall’inquinamento atmosferico”.

Nella nostra provincia il 76,8% della popolazione è esposta a livelli di rumore diurno (Lden) tra i 55 e i 74 dBA (decibel ponderati, che considerano la diversa sensibilità dell’orecchio alle diverse frequenze), mentre nel periodo notturno (Lnight) il 43,1% è sottoposto a livelli tra i 50 e i 69 dBA.

A livello regionale – osserva Arpae – i dati raccolti confermano che il rumore, e in particolare quello prodotto dal traffico stradale, continua a rappresentare una rilevante criticità ambientale. Nelle grandi aree urbane della regione (in cui risiede oltre un terzo della popolazione regionale), la percentuale di persone esposte a Lden superiore a 55 dB(A) risulta complessivamente pari al 67% (oltre il 75% nel 2012); anche l’esposizione al rumore notturno, che come noto può produrre disturbi del sonno, è decisamente significativa, con il  53% dei cittadini (60% nel 2012) esposto a Lnight maggiore di 50 dB(A).

PIANI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA – La Legge 447/95 prevede l’obbligo per i Comuni, già introdotto dal DPCM 01/03/91, di procedere alla classificazione acustica del territorio di competenza (zonizzazione acustica), vale a dire all’assegnazione a ciascuna porzione omogenea di territorio di una delle sei classi indicate dalla normativa (e, conseguentemente, dei limiti a tale classe associati), sulla base della prevalente ed effettiva destinazione d’uso del territorio stesso.

Dai dati disponibili presso Arpae, 240 dei 333 Comuni della regione (72% del totale) hanno approvato la classificazione acustica del territorio. La percentuale di popolazione zonizzata è pari al 91%, mentre il territorio zonizzato è il 74% del territorio regionale.

Nel piacentino sono 30 i comuni (62,5% del totale) che risultano aver approvato la classificazione acustica: Agazzano, Borgonovo, Cadeo, Caminata, Caorso, Carpaneto, Castellarquato, Castelsangiovanni, Castelvetro, Cortemaggiore, Fiorenzuola, Gossolengo, Gragnano, Gropparello, Monticelli, Nibbiano, Pecorara, Piacenza, Pianello, Piozzano, Podenzano, Pontenure, Rivergaro, Rottofreno, San Giorgio, Sarmato, Travo, Vernasca, Vigolzone, Villanova.

Lo stato di attuazione dei piani di classificazione acustica – scrive Arpae nel report – è piuttosto disomogeneo nelle diverse province: Rimini è la provincia con la minor percentuale di comuni zonizzati (52%), mentre in provincia di Ravenna tutti i comuni risultano zonizzati. Le percentuali di popolazione zonizzata più elevate si riscontrano, oltre che per Ravenna (100%), per le province di Bologna e Parma (> 90%).

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