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Spirituale e terrena, la musica di Branduardi incanta Castelsangiovanni foto

È nell’ambito del Valtidone Festival, promosso dalla Fondazione Valtidone Musica e diretto artisticamente da Livio Bollani, che nella serata del 15 luglio il “menestrello italiano” Angelo Branduardi ha animato piazza XX settembre di Castelsangiovanni (Piacenza) con il suo “Hits Tour”.

Reso possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Piacenza Vigevano, il concerto è stato un successo. Non un posto libero tra più di ottocento sedie distribuite nella piazza principale del paese. Moltissime le persone in piedi per non perdere l’appuntamento.

Angelo Branduardi, il più versatile tra i musicisti italiani viventi, di nuovo sul palco con 40 anni di carriera di fama internazionale. “Il violinista che per combinazione ha scritto anche parole e musica”- così lui stesso si considera – ha letteralmente trascinato gli spettatori in un crescendo di emozioni. Senza mai un attimo di dispersione o di di pausa.

Intimamente spirituale e profondamente terreno. Purezza musicale, forza, energia dirompente. Si potrebbe definire così il concerto andato in scena a Castelsangiovanni. Spirituale e terrena è infatti l’essenza della musica per Branduardi: un modo per guardare oltre a noi, “aldilà della porta chiusa”, tentando di “scorgere ciò che non c’è”; ma anche un potente mezzo per “affermare la nostra natura umana”, fragile e passionale.

Sulla scia di queste convinzioni, il musicista milanese ha riportato in scena i suoi successi più famosi nella classica formazione folk-rock, ispirati a musiche rinascimentali e ballate medioevali del passato: ”Il dono del cervo”, “Alla fiera dell’est”, “Sotto il tiglio”; fino alla “Pulce d’acqua”.

Non sono mancati poi i testi delle “Laudi francescane” su cui il musicista  lavora dagli anni 2000, reinterpretati In chiave moderna attraverso la voce di Branduardi e il ricco accompagnamento strumentale.

Tastiere di Flavio Valdermarin, chitarre di Antonello D’Urso, basso di Stefano Olivato e batteria di Davide Ragazzoni sembravano prendere corpo insieme alla voce calda di Angelo Branduardi e alla partecipazione continua degli spettatori, tra applausi e cori di canzoni.

Una magia di bellezza tra cielo e terra.

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