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Bobbio Film Festival, “Manuel” conquista l’esigente pubblico della rassegna foto

“Manuel”, opera prima di Dario Albertini, commuove e conquista il pubblico del Bobbio Film Festival.

Albertini e il protagonista della pellicola, Andrea Lattanzi, sono stati ospiti della seconda serata della manifestazione, in corso in questi giorni nel borgo dell’alta Valtrebbia a Piacenza.

Già autore di documentari, proprio durante la realizzazione de “La repubblica dei ragazzi”, girato all’interno di un istituto di tutela minori, il regista ha incontrato il giovane che gli ha ispirato la sua prima opera di fiction.

Andrea Lattanzi, al suo primo ruolo importante, ha interpretato con efficacia la tenerezza e l’energia di Manuel, giovane neo diciottenne che esce appunto da una casa famiglia, un luogo, come giustamente ha sottolineato il critico cinematografico Enrico Magrelli, che ha condotto il dibattito post proiezione, di costrizione e contrizione.

Per Manuel però la sfida è duplice: non è solo la sua, di vita, che deve prendere in mano, ma è chiamato a prendersi carico di sua madre (interpretata da Francesca Antonelli), in carcere da anni, garantendole così l’accesso ai domiciliari.

Una storia resa con sensibilità da Albertini, che abbandona lo stile documentaristico regalando scene di grande impatto emotivo, in cui sono i gesti, con la potenza della semplicità, a parlare: ecco allora gli abbracci tra Manuel e gli ospiti e il personale della struttura, al momento della sua uscita, sempre ripresi da lontano, in silenzio, con pudore, e l’incontro tra il ragazzo e la madre, con le loro dita che si intrecciano quasi a voler riannodare in un attimo il loro rapporto interrotto.

Ma soprattutto quelli che Albertini ci regala non sono dei “santini”, personaggi bidimensionali, appiattiti sulla banalità del buono o cattivo, e non è un caso che la pellicola sia stata tanto apprezzata Oltralpe, dove ha fatto incetta di numerosi premi.

L’ultimo in ordine di tempo è stato il Premio della Giuria al Festival di Bruxelles in Belgio, patria dei fratelli Dardenne che sono di certo una fonte di ispirazione per Albertini, al pari di François Truffaut, a cui viene dedicata una scena.

“Abbiamo girato con pochi mezzi, per questo abbiamo deciso di seguire il più possibile l’ordine cronologico della storia” spiega Albertini.

“Questo per me è stato un lusso, perché inevitabilmente ti cali nella parte, giorno dopo giorno” sottolinea Lattanzi.

“Durante la realizzazione abbiamo lavorato molto sulla scrittura, in particolare nelle scene dell’uscita di Manuel dall’istituto e del suo incontro con la madre. Quest’ultima è stata girata in pochissimo tempo, e tra l’altro ne’ Andrea ne’ Francesca Antonelli avevano preparato la scena prima, non si erano neppure mai incontrati. Ad entrambi ho dato una foto: quella di Francesca incinta e quella di Andrea bambino” racconta Albertini.

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