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“I carabinieri di Piacenza sono infallibili, sanno cosa mangi a cena”

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“I carabinieri di Piacenza sono i peggiori, non ti lasciano scampo. Sono infallibili”.

Affermazioni che suonano quasi come un complimento rivolto ai militari del comando di viale Beverora, se non fosse che si tratta di intercettazioni registrate durante le indagini che hanno portato alla chiusura del cerchio sul gruppo di albanesi ritenuto responsabile del sequestro e dell’omicidio di Betty Ponce Ramirez, giovane prostituta ecuadoriana rapita a Piacenza il 9 dicembre del 1999 e il cui cadavere venne rinvenuto il 20 febbraio del 2000 lungo le rive del Po a Mortizza.

La ragazza era stata seviziata, violentata, uccisa e il suo corpo sepolto: un delitto efferato, maturato in un contesto di guerra per la supremazia tra bande di “sfruttatori”: era stata rapita infatti con l’obiettivo di estorcere loro del denaro.

All’appello mancava solo Fatmir Vangjelaj, condannato in via definitiva a 23 anni e inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi; è stato rintracciato e arrestato a Tirana, dove lavorava come operaio edile.

Di lui, oggi 40enne, si erano perse le tracce subito dopo l’omicidio: secondo quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo, che non hanno mai mollato la pista, l’uomo si era inizialmente rifugiato in Albania, creandosi una falsa identità e acquisendo il nome di battesimo del fratello maggiore e la data di nascita della sorella, per poi rientrare in Italia, in provincia di Chieti, dove è rimasto per alcuni anni.

Nelle intercettazioni si parla proprio dell’impegno profuso dai militari di Piacenza nel risolvere il caso. A parlare sono due cittadini albanesi.

Il primo dice “Loro (i carabinieri, ndr) non mollano l’uomo, specialmente quelli di Piacenza, non ti lasciano scampo”. Il secondo ribatte: “anche il RIS di Parma”. Al che il primo replica ” quelli dì Piacenza sono i peggiori. Questo lo diceva anche l’avvocato … omississ …, ci diceva … loro non ti lasciano scampo“.

E il secondo a questo punto concorda “Non ti lasciano … sono infallibili … sanno anche cosa mangi a cena”. “Uno gli poteva scappare solo se era isolato da tutto il resto del mondo […] ma che senso ha vivere in quel modo?!”

“Abbiamo letto queste parole con un po’ di orgoglio – commenta con soddisfazione il comandante provinciale dell’Arma colonnello Corrado Scattaretico -. Anche le persone che vengono colpite dai provvedimenti ci riconoscono una indubbia professionalità: a modo loro ci giudicano i peggiori, questo significa che per la cittadinanza dovremmo essere i migliori”.

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