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Divieto prelievi in Nure, Coldiretti: “Invaso opera prioritaria”

“Il Nure è il solo corso d’acqua piacentino ad essere andato in sofferenza in quanto è l’unico privo di un invaso a monte”.

Parole del presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti e del direttore Giovanni Luigi Cremonesi, che intervengono in merito alla sospensione temporanea dei prelievi idrici superficiali e da sub-alveo dal torrente Nure, nel tratto compreso tra il ponte della strada provinciale 654 a Ponte dell’Olio e la confluenza del torrente nel Po.

Il divieto, scattato nella giornata di ieri – mercoledì 8 agosto – è stato determinato da Arpae per tutelare l’ecosistema fluviale e cesserà soltanto quando saranno ripristinate le condizioni di deflusso minimo vitale.

“Il Nure – affermano Crotti e Cremonesi – è andato ancora in sofferenza nonostante la primavera piovosa ed è evidente che questa vallata paghi a caro prezzo l’assenza di un invaso. Si tratta di un’opera più che mai necessaria in quanto contribuirebbe – oltre che ad assicurare la dotazione di acqua per la stagione irrigua – proprio a garantire il rispetto del deflusso minimo vitale”.

“L’importanza di un invaso in Val Nure è giustificata quindi da diverse ragioni, irrigue, idropotabili, energetiche e ambientali. Il valore dell’acqua è molteplice, è una risorsa fondamentale per tutti, non solo per l’agricoltura. L’invaso in Val Nure può servire anche come cassa di espansione nel caso si verifichino piene improvvise, come purtroppo è già accaduto”.

“L’esperienza degli ultimi anni – l’alluvione del 2015 e la siccità del 2017 – dimostra come le opere siano importanti per governare l’acqua, sia quando essa è carente sia quando si verificano inondazioni. Noi abbiamo il dovere di gestire il territorio, le opere servono per valorizzare l’ambiente. Se lo trattiamo come un museo – concludono presidente e direttore – lo spopolamento è garantito”.

In merito al provvedimento di Arpae, Coldiretti Piacenza precisa infine che “sono esenti dal rispetto del divieto i prelievi destinati esclusivamente all’abbeveraggio di animali da allevamento, in assenza di fonti alternative e i prelievi destinati alla sola irrigazione delle colture fruttiviticole, orticole e floro-vivaistiche destinate alla commercializzazione”.

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