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“Due piccoli italiani, una favola per abbattere i muri del pregiudizio” foto

Paolo Sassanelli con il suo “Due piccoli italiani” è stato l’ospite della serata di lunedì al Bobbio Film Festival.

Felice e Salvatore sono una coppia insolita, strana, imprevedibile. Il primo è un paziente di una struttura psichiatrica, il secondo ci lavora come addetto alle pulizie. Non possono fare a meno l’uno dell’altro, in un’amicizia che assomiglia a quella tra due bambini.

“Due anime rassegnate” le definisce Sassanelli, regista e attore nel ruolo di Felice, che un giorno decidono di fuggire. Da Bari arrivano in Olanda, tra Rotterdam e Amsterdam, dove incontrano Anke interpretata da una bravissima Rian Gerritsen, fino all’Islanda dove, immersi nei vapori delle acque e della laguna, si rivolge a Felice dicendo: “Non hai bisogno di cure. Non devi guarire”.

Ad accompagnare i gesti di Felice e Salvatore (Francesco Collella) c’è sempre un velo di tenerezza, di protezione che li porta a superare qualsiasi ostacolo.

“Volevo raccontare l’umanità delle storie di ognuno – ha raccontato Sassanelli nel corso dell’incontro condotto da Anton Giulio Mancino – volevo spostare il limite della normalità e abbattere i muri del pregiudizio verso le persone con disturbi mentali, spesso più deboli. Questo film è una favola perché non ha niente di reale (le cliniche psichiatriche non esistono più), ma è come se ognuno continuasse a considerarle nella propria mente”.

E allora ecco questi Due piccoli italiani che, lanciati in un universo sconosciuto, scoprono che tutto il mondo è paese, scardinando i peggiori stereotipi.

Grande attenzione alla scenografia che nel film appare quasi un personaggio a sé stante e ai colori “tutti gli interni di Rotterdam li abbiamo girati a Bari con una ricostruzione dei luoghi perfetta grazie a Federico Annichiarico e Daniele Frabetti” spiega Sassanelli.

Un film che non segue né moda né slogan: “volevo raccontare questa storia quasi come fosse un’ossessione – racconta il regista accompagnato dalla moglie Marit Nissen che nel film interpreta Eva, una professionista del sesso – al pubblico piace perché è una continua sorpresa, una storia sana e genuina”.

IL FESTIVAL – Il Bobbio Film Festival, giunto alla 22 esima edizione, è stato ideato da Marco Bellocchio, ora affiancato nel comitato di direzione artistica da Pier Giorgio Bellocchio, Enrico Magrelli e Paola Pedrazzini.

Una manifestazione che ogni anno si arricchisce grazie alla progettualità della Fondazione Fare Cinema, alla sinergia del Comune di Bobbio e al sostegno del Ministero dei Beni Culturali, Regione Emilia Romagna, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Camera di Commercio di Piacenza.

Questa sera (martedì 14 agosto) la rassegna prosegue con “Vangelo” alle 21.15 al chiostro di San Colombano. Ospite della serata il regista e attore Pippo Delbono.

Per l’acquisto di biglietti visitare il sito www.comune.bobbio.pc.it, per informazioni sul programma e gli ospiti www.bobbiofilmfestival.it.

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