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Frodi creditizie, oltre 1500 casi in Emilia Romagna in un anno. 93 a Piacenza

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Le frodi creditizie perpetrate mediante furto di identità continuano a crescere e a incidere pesantemente sul comparto del credito al consumo.

Le rilevazioni presentate nella 26^ edizione dell’Osservatorio CRIF – Mister Credit sui furti di identità e le Frodi Creditizie confermano, infatti, che nel 2017 i casi rilevati in Italia sono stati più di 26.600 per un importo medio di oltre 5.700 Euro e una perdita economica complessivamente pari a circa 153 milioni di Euro.

LA SITUAZIONE IN EMILIA-ROMAGNA – Per quanto riguarda nello specifico l’Emilia-Romagna, sono stati 1.515 i casi di frode registrati nel 2017, dato che posiziona la regione al 7° posto della graduatoria nazionale alle spalle di Sicilia (4.247 casi), Campania (4.243 casi), Lombardia (2.818 casi), Puglia (2.766 casi), Lazio (2.494 casi) e Piemonte (1.533 casi).

A livello provinciale, il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Bologna, con 285 casi (che collocano il capoluogo felsineo al 24° posto nel ranking nazionale). Seguono la provincia di Modena, con 236 casi (in 29^ posizione) e Reggio Emilia, con 222 casi; Ferrara si posiziona all’estremo opposto della classifica regionale, con 87 frodi rilevate nell’anno. 93 i casi registrati a Piacenza.

Rapportando invece il numero di casi rispetto ai contratti di finanziamento alle famiglie erogati in regione, la Sicilia e la Campania si confermano le regioni caratterizzate dalla maggiore incidenza del fenomeno, mentre l’Emilia-Romagna si posiziona al 9° posto.

IL PROFILO DELLE VITTIME – La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (il 57,8% del totale, per la precisione) sono ancora una volta uomini ma rispetto all’anno precedente si registra un cospicuo aumento delle vittime di sesso femminile (+18,1%).

Dato ancor più significativo emerge dall’osservazione della distribuzione delle frodi per età della vittima: se la classe in cui si concentra il maggior numero di casi rimane quella compresa tra i 41 e i 50 anni (con il 25,0% del totale), quella nella quale si rileva il maggior incremento rispetto alla precedente rilevazione è quella dei 18-30enni (+9,3%), che dimostrano di essere particolarmente esposti forse anche a causa della scarsa consapevolezza e di una eccessiva disinvoltura nell’utilizzo dei canali digitali con la relativa disseminazione di informazioni personali sovente utilizzate dai criminali per ricostruire identità false per portare a compimento le frodi.

In crescita anche il peso degli over 60 anni, che vedono un incremento del +7,1%.

LE TIPOLOGIE DI FINANZIAMENTO OGGETTO DI FRODE – Il prestito finalizzato, come già osservato anche negli anni scorsi, risulta ancora una volta essere la tipologia di finanziamento maggiormente esposta alle frodi, con una quota pari al 55,8% dei casi, seppur in calo rispetto all’anno precedente.

Al contempo si registra un significativo incremento delle frodi perpretate sulle carte di credito, che arrivano a spiegare il 27,7% dei casi totali.

LE PRINCIPALI CATEGORIE DI BENI E SERVIZI ACQUISTATI CON UN PRESTITO OTTENUTO IN MODO FRAUDOLENTO – Nell’ambito dei prestiti finalizzati ottenuti in modo fraudolento, il 34,6% dei casi ha avuto come oggetto l’acquisto di elettrodomestici ma quote rilevanti hanno riguardato anche il comparto auto-moto (9,4% del totale) e le spese per la casa (9,9%). A seguire l’arredamento (6,6%) ed elettronica – informatica – telefonia (4,6%).

In rapporto ai volumi di credito erogato, invece, spicca l’incidenza delle frodi per viaggi ed entertainment nonché quelle per consumi e spese per la casa (immobili e ristrutturazione). Rispetto all’anno precedente si registra una diminuzione del peso degli acquisti di elettrodomestici mediante frodi anche se questa resta la tipologia maggioritaria.

I TEMPI DI SCOPERTA DELLE FRODI CREDITIZIE – Nel 57% dei casi la frode creditizia viene scoperta entro 6 mesi ma, più in generale, entro i 12 mesi il tasso di scoperta è pari a quasi al 70%. Si osservano però casi per i quali i tempi di scoperta avvengono anche dopo tre, quattro o addirittura cinque anni (circa il 18% del totale).

Andando ad analizzare i tempi di scoperta in funzione dell’importo frodato, inoltre, emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi corrispondono a uno small ticket, mentre i casi di frode con importi superiori ai 10.000 euro in genere necessitano tempi più lunghi, tanto che il 19% dei casi viene scoperto dopo oltre 5 anni.

I TENTATIVI DI FRODE INTERCETTATI DALLE BANCHE DATI DEL SISTEMA SCIPAFI – L’Osservatorio CRIF-MisterCredit presenta al suo interno anche un approfondimento basato sui dati relativi agli alert più significativi emersi dalle interrogazioni fatte ai servizi di prevenzione frodi gestiti da CRIF con la tramitazione delle banche dati SCIPAFI.

Nello specifico, oltre 8 casi su 10 vedono l’utilizzo di una carta di identità falsa o contraffatta per richiesere fraudolentemente un prestito, a fronte di un 14,1% di casi in cui il documento utilizzato è la patente. Rispetto ai riscontri SCIPAFI, per quanto riguarda le patenti nel 6% dei casi non appartengono al soggetto interrogato o sono risultate inesistenti.

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