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Imprese “glocal”, l’esempio di Agricorniola di Sarmato

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IMPRESE GLOCAL: AGRICORNIOLA UN ESEMPIO VICINO A CASA CHE CONQUISTA I GASTRONAUTI – La nota stampa

Confagricoltura Piacenza: orgogliosi delle aziende che costruiscono rapporti con la grande distribuzione per valorizzare il prodotto locale

Fabrizio Michelotti, agricoltore e imprenditore, ha realizzato il suo progetto a Sarmato, in provincia di Piacenza, lungo la Via Emilia. Tutto nasce dall’Azienda Agricola Corniola con l’allevamento di carni bovine a Borgonovo che conduce da oltre vent’anni. A poca distanza, ha aperto da alcuni mesi l’agriturismo l’Agricorniola.

La particolare impostazione dell’impresa e dell’agriturismo ha interessato anche l’Informatore Zootecnico, importante rivista di settore che gli ha dedicato un ampio articolo. L’agriturismo è un locale pensato per un pranzo d’affari o una pausa pranzo raffinata, un ambiente fresco e moderno dove degustare piatti che valorizzano soprattutto la carne di produzione aziendale e altre produzioni locali. E’ l’ultimo anello di una filiera tutta territoriale, ma che ha anche avuto la capacità di costruire rapporti con la Gdo e che vede i passaggi prima, quello del laboratorio di lavorazione carni e dello spaccio, nei locali attigui.

Il progetto è stato avviato due anni fa con un importante cambio in allevamento. “Abbiamo iniziato ad acquistare baliotti di circa 80kg di differenti razze e incroci provenienti da allevamenti locali, consapevoli che la qualità della carne la si determina in stalla: un percorso non facile – spiega Michelotti – perché sono capi giovani in lattazione, richiedono cure e attenzione continue”. Il patrimonio zootecnico de La Corniola ammonta a 900 capi, alimentati principalmente con foraggi e seminativi ottenuti dai 108 ettari di terreno.

Da oltre 10 anni l’azienda conferisce direttamente a una piattaforma Gdo della Toscana come produttore di carne e nel 2001 ha aperto una propria macelleria in paese. L’attenzione ai processi e ai prodotti è molto elevata e viene rispettato un disciplinare produttivo che permette di conferire a diverse catene della grande distribuzione. “Siamo certificati dal Csqa per la qualità e la sicurezza alimentare e siamo stati i primi ed essere certificati anche per il rispetto dell’SQNZ (sistema di qualità nazionale zootecnica)” – sottolinea Michelotti. Le razioni sono bilanciate e studiate con il professor Carlo Angelo Sgoifo Rossi dell’Università di Milano.

L’allevamento ha anche una certificazione rilasciata da un tecnico abilitato dall’Istituto Zooprofilattico secondo lo standard CReNBA per il benessere animale con punteggio 93%. “Questa certificazione – spiega Michelotti – ci consente di dimostrare al consumatore, sempre più sensibile a queste tematiche, il nostro impegno verso il benessere animale comunicandolo in modo serio e oggettivo. Lo standard ha infatti una valenza istituzionale e una validità su tutto il territorio nazionale, essendo il CReNBA, Centro di Referenza Nazionale sul benessere animale, una struttura pubblica. Il nuovo stabilimento – prosegue Michelotti – è frutto di un’analisi di mercato e della voglia di fare impresa.

Lo spaccio in paese è ancora una buona vetrina, ma vogliamo arrivare a servire direttamente alcuni punti vendita della Gdo sul territorio con i prodotti a nostro marchio. In questo caso il target sarebbe più cittadino. E’ stata, per certi aspetti, un’evoluzione dettata dall’esasperazione: se si prendono le aziende agricole e si toglie loro l’importo della Pac non resta alcuna marginalità. Avendo la necessita di valorizzare il mio prodotto, vorrei che passasse il messaggio “guarda quello che mangi”.

Il nuovo spaccio e l’agriturismo attiguo, dove degustare le carni, non vogliono essere una risposta alla moda degli show cooking, ma un percorso di promozione e di conoscenza delle nostre carni. Vorrei che dopo aver degustato i piatti nel ristorante le persone acquistassero sì nello spaccio, ma soprattutto ricercassero e comprassero le nostre vaschette nei supermercati volendo ritrovare qualità e sapori già testati”.

Michelotti non ha trascurato neppure l’importante aspetto delle risorse umane: in cucina due cuochi professionisti, nello spaccio Barbara, la persona di grande esperienza che per dieci anni ha gestito la macelleria in paese e che ora ha il compito di coordinare anche altre due persone in sala. “Fabrizio Michelotti è un importante e interessante esempio di come sia possibile portare avanti un’impresa agricola conferendo un’impostazione manageriale e moderna, senza perdere il legame con la tradizione e il territorio e allo stesso tempo trovando spazi di sviluppo attraverso relazioni con la Gdo.

Siamo orgogliosi di poter associare imprenditori come Fabrizio Michelotti – sottolineano il presidente e il direttore di Confagricoltura Piacenza, Filippo Gasparini e Marco Casagrande – a cui vanno i nostri complimenti”.

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