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Il maltempo non ferma la lirica a Rivergaro, tanti applausi per “L’elisir d’amore” foto

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Un violentissimo temporale abbattutosi su Rivergaro nel tardo pomeriggio di sabato ha consigliato gli organizzatori di spostare dal sagrato della chiesa parrocchiale all’interno dell’Oratorio l’atteso spettacolo lirico organizzato dal Comune con l’Associazione “Il Carro di Tespi” per la regia di Luigi Frattola.

Così è toccato al parroco don Giovanni Cordani a fare gli onori di casa ad ospiti illustri come il sindaco Andrea Albasi ed al Maresciallo dei Carabinieri Roberto Guasco e, soprattutto, ad un pubblico assai numeroso e caloroso che ha gremito il salone parrocchiale in ogni ordine di posti per ascoltare e vedere “l’Elisir d’Amore”, il capolavoro del bergamasco Gaetano Donizetti che racconta la favola del contadino innamorato Nemorino, che grazie al salvifico filtro-elisir acquistato da Dulcamara riesce a conquistare il cuore della bella Adina.

E’ una favola raccontata in chiave comica ed allegra, accompagnata da una musica che zampilla consolatrice con una verve miracolosa e coinvolgente.
Alla fine della tribolata serata un esuberante successo ha salutato, oltre alla straordinaria bellezza della musica, la sorprendente bravura degli interpreti, davvero prodigiosi a districarsi in spazi ristrettissimi all’interno dei quali dovevano esibirsi orchestra, coro ed interpreti, spesse volte calatisi anche tra gli spettatori con trovate sceniche sempre adeguate e capaci di mantenere un ritmo appropriato e divertente.

Cantanti, dunque, di ottimo livello artistico, in un cast che potrebbe benissimo stare nei teatri di produzione, perchè la soprano Paola Cigna ha confermato qualità musicali e vocali di spessore, dipingendo con arte arzigogoli canori di notevole bellezza, perché il tenore uruguaiano Sebastian Ferrada ha una voce di smalto verdiano, bella, potente e profonda, ancora da perfezionare in certi passaggi ma che fa squillare con consolidato smalto, perché il basso fidentino Renato Franceschetto (già allievo di Gianni Poggi) è stato un Dulcamara impeccabile e convincente, forte di grande esperienza e capacità scenica, perché il baritono (Belcore) Minho Lee ha retto il ruolo con efficacia, mentre la piacentina Elena Franceschi è stata una piacevole Giannetta.

Se l’orchestra dei Colli Morenici diretta da Eiichi Tomabechi ha forse ecceduto nel suono degli ottoni, talvolta sovrastante la voce dei cantanti (problema probabilmente dovuto all’acustica particolare della sala), molto bravo il coro lirico Terre Verdiane diretto dal maestro Luigi Grenuzzi, sia per armonia di voci che movimenti scenici.

In conclusione un successo davvero oltre le più rosee previsioni, il cui merito va attribuito in gran parte al regista Luigi Frattola a cui va, fra l’altro, l’esperienza nella scelta degli interpreti.

Luigi Carini

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