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L’oro mondiale delle “panterine” Zanardi e Collinelli “Emozione unica”

Un sogno che diventa realtà per le protagoniste e per i loro team di appartenenza. Una medaglia d’oro (con conseguente titolo iridato) che riempie d’orgoglio la nazionale italiana, rappresentando il primo sigillo nella competizione.

Dopo l’impresa in pista, è tempo di emozioni e sentimenti da raccontare in casa Italia all’indomani della vittoria di giovedì nell’Inseguimento a squadre femminile ai Mondiali Juniores su pista ad Aigle (Svizzera). Nel quartetto d’oro, anche due “panterine” del VO2 Team Pink: la piacentina classe 2000 Silvia Zanardi e la ravennate Sofia Collinelli (2001), protagoniste insieme al tandem della Zhiraf Guerciotti Selle Italia formato da Vittoria Guazzini e Giorgia Catarzi. Completa il cerchio la ligure della Valcar Pbm Gloria Scarsi, impegnata nelle qualifiche al posto della Collinelli.

LA SODDISFAZIONE DEL CT SALVOLDI – “E’ da tre anni – afferma Edoardo Salvoldi, ct azzurro del settore femminile – che vinciamo questa specialità in modo consecutivo e netto. E’ una grande soddisfazione, mi brucia ancora un po’ il quarto posto del 2015 – sorride – quest’anno l’avvicinamento è stato più difficile e tortuoso rispetto al passato: abbiamo affiancato giovani atlete al primo anno trovando in Guazzini una leader naturale e, allenamento dopo allenamento, mese dopo mese, ci abbiamo sempre più creduto. Poi c’è stata la chiusura del velodromo di Montichiari e qui siamo stati ancora più bravi a non mollare”.

“Sono felicissimo perché l’Italia, le nostre ragazze, in questa disciplina fanno scuola tecnicamente al di là del risultato. Ora godiamoci questa vittoria conquistata grazie anche ai team di appartenenza delle ragazze e alle loro famiglie che con costanza ci hanno supportato nei mesi di preparazione: a loro il mio ringraziamento più sincero”.

SILVIA E SOFIASilvia Zanardi, piacentina doc, ha centrato il suo primo risultato di grido in campo internazionale nel suo secondo anno in categoria. Classe 2000, si è avvicinata al ciclismo nel Gs Zeppi nei Giovanissimi, poi le esperienze a Pontenure con i maschi (Esordienti) e le avventure rosa con le maglie di Cadeo Carpaneto e VO2 Team Pink (Allieve), Vecchia Fontana (primo anno Juniores) e il ritorno tra le “panterine”.

Per lei, un 2018 tutto d’un fiato: i ritiri a Livigno, il debutto in maglia azzurra sulla pista di gara a Fiorenzuola, poi gli Europei Juniores su strada in Repubblica Ceca e il suo primo Mondiale su pista culminato con l’oro.

“Il tempo è volato – confessa Silvia – dalla prima convocazione sono arrivata alla soddisfazione massima che potessi ricevere in questa avventura. La nazionale è dura, ci si allena, si soffre e si sta via da casa per ritiri e allenamenti, vedendo poco le persone care. Ma poi, quando arrivi a questo punto, al Mondiale in pista, tutti questi sacrifici vengono ripagati”.

“Arrivarci è difficilissimo, far bene lo è ancora di più. La giornata è lunghissima, il momento di correre sembra non arrivare mai, ci si prepara fisicamente e mentalmente. Dopo il riscaldamento sai che dovrai fare una cosa sola: concentrarti e dare il massimo. Così è stato, la prima partenza è stata falsa in finale, forse a causa della tensione, una di noi ha sbagliato, ma alla seconda la concentrazione era tale che non sentissi nulla, né la musica, né il tifo”.

“Dopo le prime pedalate mi sono accorta che potevamo farcela, ci siamo avvicinate sempre più all’avversario fino a raggiungerle vincendo il Mondiale. Che emozione, che felicità e che soddisfazione! Ancora non ci credo. Ringrazio tutto lo staff che ha permesso tutto ciò, i miei allenatori che mi hanno sempre preparata al meglio, anno dopo anno, e le persone che mi seguono sempre, anche chi mi guarda dal cielo”.

“Questa maglia è anche vostra. Per ultime, ma non meno importanti, volevo ringraziare le mie compagne di questa impresa (Sofia, Gloria, Giorgia e Vittoria): senza di loro non avrei fatto niente”.

Sofia Collinelli, invece, è una romagnola al secondo anno al VO2 Team Pink, passando da un’estremità all’altra della regione. Anche per lei, la prima medaglia pesante in campo internazionale al suo debutto in un Mondiale dopo l’esperienza agli Europei su strada di categoria.

“E’ stata un’emozione unica – racconta la ciclista ravennate – in finale ho commesso la falsa partenza, l’emozione, l’ansia e l’adrenalina erano a mille, una sensazione unica. Appena partite, abbiamo visto che potevamo prevalere sull’avversario, andarlo a prendere e siamo state attaccate negli ultimi due giri. La fine è stata una liberazione, vincere un Mondiale è una sensazione unica. Ancor più bello è condividerlo con le compagne con cui lavoro da novembre, in particolare con Silvia, con me anche al VO2 Team Pink e appartenente alla stessa regione. Il duro lavoro, i sacrifici, i viaggi a Montichiari per allenarsi sono stati ripagati alla grande”.

“Il ciclismo è uno sport unico in tutte le sue sfumature. In questo mio momento di gioia vorrei ricordare Michael Antonelli, giovane ciclista caduto in gara alla Firenze-Viareggio (è in condizioni gravissime, ndc): un pensiero va anche a lui. Ringrazio infine tutti i tecnici della nazionale, il meccanico, la mia famiglia che è venuta ad Aigle, mentre mia sorella mi ha seguito dall’America, oltre alla mia squadra”.

IL PAPA’-DS – Genitore e direttore sportivo, nonché campione del passato. Molteplici punti di vista che regalano un altrettanto variegato tourbillon di emozioni. Sono stati minuti intensi quelli vissuti da Andrea Collinelli, presente sulle tribune di Aigle. Papà di Sofia, l’ex campione olimpico dell’Inseguimento individuale ad Atlanta 1996 ha seguito la gara anche con l’occhio competente e interessato di direttore sportivo della formazione Donne Juniores del VO2 Team Pink dove militano le due neo-iridate.

Un dato è certo: ora in famiglia Andrea non è più l’unico campione del mondo nel quartetto, specialità che lo ha incoronato nel 1996 e nel 1997 a Manchester e a Perth.

“E’ arrivato un ottimo risultato – spiega Collinelli – per Sofia ci si aspettavano gioie nella prossima stagione essendo al primo anno Junior, invece è già arrivata questa medaglia d’oro insieme alle compagne. Il quartetto azzurro è stato ben preparato per l’evento e si è visto. Per la nostra squadra, avere due atlete su cinque sul gradino più alto del podio è una grandissima soddisfazione. In tribuna si soffre maggiormente rispetto a quando sei in pista, ma seguire la figlia e le compagne ti fa riaffiorare i ricordi di quando correvi”.

ORGOGLIO VO2 TEAM PINK – “E’ il momento più alto della nostra giovane storia triennale – spiega il presidente Gian Luca Andrina, presente ad Aigle – poi c’è un Mondiale da finire, un Europeo alle porte e ancora un italiano da correre. Due atlete che conquistano una maglia iridata rappresentano uno straordinario risultato che ripaga gli sforzi quotidiani di tutti e in questo c’è anche la componente-società.  Ringraziamo i nostri sponsor, parte fondamentale per la nostra attività quotidiana”.

In Svizzera c’era anche il team manager Stefano Solari. “Ho accusato la tensione fin dal mattino – confessa il dirigente piacentino – e me ne sono liberato solo al traguardo, pur sapendo che l’Italia avrebbe potuto farcela. Complimenti alle ragazze e soprattutto ai tecnici: la nazionale è un valore aggiunto, mentre il nostro merito è quello di averci creduto sempre”.

Nella foto le due “panterine” Zanardi e Collinelli con il presidente del VO2 Team Pink Gian Luca Andrina e il team con Edoardo Salvoldi e Davide Cassani

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