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Quando William Turner si fermò a ritrarre piazza Cavalli

Un giorno di gennaio del 1820 Joseph Mallord William Turner (23 aprile 1775 – 19 dicembre 1851) ritrasse piazza Cavalli a Piacenza.

Un rapido schizzo a matita su carta, rimasto impresso sull’album che accompagnò il maestro del romanticismo inglese durante uno dei suoi viaggi in Italia, in una tappa nella nostra città di ritorno verso la Francia.

La prospettiva è ripresa dall’angolo nord della piazza, più o meno all’imbocco di via Mazzini e via Cittadella, dove l’artista dovette sostare (sicuramente al freddo data la stagione) per realizzare il disegno.

L’immagine spunta da uno “sketchbook” (album di schizzi) custodito dalla Tate Britain di Londra, ed è intitolata Piazza Cavalli, Piacenza, with the Palazzo del Comune (‘il Gotico’).

Una testimonianza lasciata dall’illustre pittore delle “tempeste”, celebrato proprio in questi mesi a Roma in una mostra al Chiostro del Bramante (Turner. Opere dalla Tate) e solito appuntare “emozioni e frammenti di paesaggi visti durante i suoi soggiorni all’estero”, per poi riportare su tela i ricordi di ciò che aveva osservato dal vivo.

La sua scelta ricadde su quella che oggi è la più diffusa delle vedute piacentine, per l’epoca non ancora così scontata, anche se la rivoluzione del gusto, nota come gotich revival, alla fine del XVIII secolo era esplosa Oltremanica dando nuova sensibilità e linfa lettararia all’eredità medievale.

Turner delinea le forme e le arcate dell’imponente edificio duecentesco, le due statue equestri farnesiane e la basilica di San Francesco, catturandone proporzioni e rapporti spaziali. La ricerca del sublime, in un artista che ne legge l’essenza nell’aria più che nella terra, qui si traduce in un focus sui volumi, senza il cui contrasto è impossibile percepire la grandezza del vuoto, dove sconfinano torri e merlature.

Un panorama volutamente deserto, dove i protagonisti sono i soli elementi architettonici.

In alto a sinistra, staccato dal resto della composizione, è tratteggiato anche il settecentesco palazzo del Governatore.

Piazza Cavalli Joseph Mallord William Turner

Il luogo, facilmente riconoscibile ai nostri occhi, è stato individuato anche da Cecilia Powell, storica dell’arte ed esperta di Turner, come indicato da Nicola Moorby, redattore della scheda catalografica del bozzetto (compilata nel 2013).

Secondo lo studioso il disegno della piazza sarebbe l’unica registrazione visiva catturata dal paesaggista in questo tour, anche se all’interno di un altro quaderno di sketch, utilizzato in un successivo viaggio da Rimini a Roma, compare un disegno del Duomo di Piacenza (Joseph Mallord William Turner, The Cathedral at Piacenza, 1828–9, D14911; Turner Bequest CLXXVIII 45).

 Joseph Mallord William Turner, la Cattedrale di Piacenza

In realtà anche qui s’intravedono nuovamente la piazza cittadina e il Gotico; sullo stesso foglio dedicato alla Cattedrale appare infatti uno scorcio dell’area da largo Battisti, mentre nella pagina a lato una raffigurazione ripresa dallo sbocco di via Cavour. A colpire maggiormente il pittore fu quindi la mole del primo edificio comunale, un’attenzione alle architetture che si riscontra in numerosi acquerelli realizzati in altre città del Belpaese, tra colonnati, cupole, grandi palazzi e rovine.

Un credito autorevole per uno dei principali monumenti di Piacenza, non indifferente allo sguardo di un così grande artista.

(Le foto allegate all’articolo sono tratte dall’archivio digitale della Tate)

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